Bordeggiando...

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Oltre l'arcobaleno non so cosa si nasconda..... camminarci è soffice, luogo di mille mirabolanti riflessi... che come tutte i luccichii nasconde ombre entro cui riparare, un giorno alla volta che i passi miei sono lenti e poi aspetto di vedere le tue orme.
AntigoneStella || 21:59 || domenica, 29 gennaio 2006
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C'e tempo



Dicono che c'è un tempo per seminare

e uno che hai voglia ad aspettare

un tempo sognato che viene di notte

e un altro di giorno teso

come un lino a sventolare.



C'è un tempo negato e uno segreto

un tempo distante che è roba degli altri

un momento che era meglio partire

e quella volta che noi due era meglio parlarci.



C'è un tempo perfetto per fare silenzio

guardare il passaggio del sole d'estate

e saper raccontare ai nostri bambini quando

è l'ora muta delle fate.



C'è un giorno che ci siamo perduti

come smarrire un anello in un prato

e c'era tutto un programma futuro

che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura

che prima o poi ci riprende

perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo

per questo mare infinito di gente.



Dio, è proprio tanto che piove

e da un anno non torno

da mezz'ora sono qui arruffato

dentro una sala d'aspetto

di un tram che non viene

non essere gelosa di me

della mia vita

non essere gelosa di me

non essere mai gelosa di me.



C'è un tempo d'aspetto come dicevo

qualcosa di buono che verrà

un attimo fotografato, dipinto, segnato

e quello dopo perduto via

senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata

la sua fotografia.



C'è un tempo bellissimo tutto sudato

una stagione ribelle

l'istante in cui scocca l'unica freccia

che arriva alla volta celeste

e trafigge le stelle

è un giorno che tutta la gente

si tende la mano

è il medesimo istante per tutti

che sarà benedetto, io credo

da molto lontano

è il tempo che è finalmente

o quando ci si capisce

un tempo in cui mi vedrai

accanto a te nuovamente

mano alla mano

che buffi saremo

se non ci avranno nemmeno

avvisato.



Dicono che c'è un tempo per seminare

e uno più lungo per aspettare

io dico che c'era un tempo sognato

che bisognava sognare.



Ivano Fossati



che canzone stupenda.... racchiude tutto il mio sentire di ora, misto tra malinconia, rimpianto, sconfitta, nostalgia. E aspettiamolo questo tempo, che cresca dentro me, che sia humus su cui rinnovare vita e amore. Perchè possa tenervi dentro me e riaffrontare il mondo con sguardo fiero e sorridente.

E' ora di andare. A ritrovare l'odore del mare, dell'erba tagliata, della pioggia, A rivedere l'arcobaleno, l'alba dietro le montagne, i fiori. A chiudere gli occhi e rivedere i panorami del sentire.

AntigoneStella || 21:49 || domenica, 29 gennaio 2006
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...è notte, fuori si sente il ticchettio della pioggia, il chiassoso festare rituale si è spento, e finalmente ci sono solo la mia musica , la mia finestra sul mondo e i miei pensieri.

Non fosse per te stella polare, quest'anno sarebbe tutto da liquidare alla voce passivi. Eppure sono ancora qui nella mia scelta solitudine, nella mia piccola tana chiusa e impermeabile al mondo, a lasciar fluire dolori e dissapori e con le mani a raccogliere i vetri infranti di un altro bilancio in negativo. A volte pesa meno a volte di più. Stasera è più. E non sempre sono stata questo ammasso di cocci infranti.

Ma io quella Patrizia non la ritrovo più, smarrita, persa, dissolta. A volte credo di essermela sognata, la che si arrampica sugli alberi, che segue fin dall'altro capo del mondo i suoi sogni pur di sentire un ciao, che su una vespa sfida il freddo e la pioggia per un bacio, che ostinata studia la sera, che valigia in mano parte verso cosa bene ancora non sa, che cambia la ruota la domenica alle sei perchè c'è da andare a lavorare, che è capace di sopportare silenzi infiniti. Eppure se la rammento ancora allora da qualche parte vive, forse come la bella addormentata aspetta un principe che sia un principio.

Auguro a me stessa di ritrovare un po' di quella luce, dentro di me e di riguardare questo mondo con un po' di meraviglia e stupore, imparare ad amarmi. Buon anno piccola Pat, ovunque tu ti sia smarrita.
AntigoneStella || 21:49 || domenica, 29 gennaio 2006
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...un abbraccio a tutti coloro che oggi sono tristi, che questo diventi forza e azione e vita....
AntigoneStella || 21:49 || domenica, 29 gennaio 2006
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Auguri. Parole abusate, consunte, fredde come tramontana in una valle di nulla. Unte e melliflue come sensali, usuraie del tempo, messaggere di vuoto. Bugiarde come lapidi apparite sulla bocca di tutti, parenti, amici, colleghi, commercianti, viandanti, insieme a sorrisi tirati e circostanziali, con l'ipocrisia che balena e si appalesa sazia.

A furia di maltrattarle, finiremo per perdere il loro significato, e poi non avremo parole per farlo laddove il cuore lo sente. Perchè useremo le stesse, stropicciate e logorate e già alle nostre labbra ci stonerà il fiato. E forse ci parleremo in silenzio, finalmente.
AntigoneStella || 21:48 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : poesia, sogni - Permalink
Lacerata, corrotta, scomposta

un anima cromatica

tra più sfumature;

piccola battaglia disincantata

dei colori

sulle piaghe del mondo.

Tasselli scomposti

di un grande caleidoscopio.

Vertigine ricomporli

nel solo senso

del tuo respiro.
AntigoneStella || 21:48 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : poesia, ricordi - Permalink
Ci sono palpiti volanti,

che non riescono

a trovare parole

sulle labbra e salirvi.

Tuttavia, a volte,

lasciano segni.

Così tu, dentro me,

sei un radioso sussurro.
AntigoneStella || 21:48 || domenica, 29 gennaio 2006
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netto a pagare: 1,00 euro



abbiamo tolto le vacanze, si vive anche senza, le pizze fuori, si mangia a casa, i cinema, non sono indispensabili, il parrucchiere, vado bene anche così, gli abiti, possono ancora andare... a furia di togliere ho dimenticato cosa voglia dire sognare.
AntigoneStella || 21:48 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : frammenti, imparare, io - Permalink
1,2,3,....36, 37, 38....

ma.. come ci sono arrivata? E soprattutto cosa ho imparato?

I miei bilanci sono sempre sbilanciati, fuggono cifre che si spargono sul tavolo o si nascondono sotto la sedia, insomma non li acchiappo mai i totali. E alcune voci sono decisamente in rosso fisso e da troppo tempo. L'unica all'attivo risulta essere la voce cuore, sebbene tu sia tanto lontano e io mi senta molto sola. Ma l'ho scelto e lo rivendico, per non dover avere troppi debiti alla voce ipocrisia. Sogno almeno un bilancio in pareggio, chissà magari prima della dentiera.
AntigoneStella || 21:47 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : madre, padre, assenza, imparare - Permalink
Vi guardo, siete così belli insieme, tenerezza infinita. Una cosa che non so, non ho voluto conoscere, non ho avuto il coraggio di sapere. Una ferita nonostante tutto. Nonostante la convinzione e la saggezza delle scelte. La fatica di portarla, il desiderio di riprovarci, il sapere che mi paralizzerebbe la paura. La cosa, forse l'unica, che mi terrorizza davvero, fino ad ogni cellula di pelle. Specializzata in complicazioni, non riesco a vivere le cose semplici.

Insegnami, io ci devo parlare con questo inesploso, ma vivo desidero. Prendimi per mano, o in braccio, come si fa con i bimbi ed insegnami.
AntigoneStella || 21:47 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : frammenti, io - Permalink
La difesa per interposta persona...

... è di una tristezza infinita. Polemica, intollerante, comunista, retorica, la prossima volta che vi serve una nuova casellina per finire il cruciverba, magari posso prestarvela. Lo so, dall'alto degli attici non si vede tanto bene la strada, giudicare senza conoscere e catalogare è più facile. La gente che non ama le museruole, nè metterle, nè averle, infastidisce sempre.

Pensare ancora che, piuttosto che sbattermene, questi attacchi gratuiti mi feriscono ancora. Sarà un casellina nuova che ancora non è stata ingessata.

AAA... concorso aperto per la definizione della casellina mancante...
AntigoneStella || 21:46 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : frammenti, io - Permalink
Cronostoria di una giornata qualunque di una qualunque cittadina



stamattina a lavoro:

"questo progetto io non intendo farlo perchè troppo incentrato sull'integrazione della diversità e io non credo, pensandola diversamente, di poterlo fare". Io



dal parrucchiere:

"sono rimasto colpito da questa notizia della ragazza trovata grazie ad una medium" Io apro una filippica di oltre mezz'ora (durante tutto il taglio) su informazione, dis-informazione, notizie create ad hoc, altre plausibili versioni dei fatti inerenti la "medium", notizie date per sviare l'attenzione da altre cose ben più importanti (oggi la medium ad esempio oscura il disegno di legge elettorale ) e giù dubbi 11 settembre Pearl harbur Pentagono striscia di Gaza Lui: si ma... faccia così



torno a casa

manifesto affisso su un albero: er piotta ( ripeto er piotta mica cotica!) concerto.... Io



casa

il vicino: si deve cambiare l'antenna dobbiamo mettere la digitale che è obbligatoria

Io ma si vede benissimo

Lui da me no facciamo che chiamiamo un tecnico

Io no decidiamo a maggiornaza in riunione di condominio

Lui ma quando si è guastata l'acqua abbiamo fatto venire uno subito

Io ma l'acqua è vitale la tv no

Lui per me la tv è importante come l'acqua IO



scusate lo sfogo, ma cavoli... unire due neuroni, dico due?

stasera dopo una giornata così sono sconsolata davvero, la mia visione del bicchiere mezzo pieno è obnubilata e davvero mi viene da piangere.

La speranza non abita qui oggi.
AntigoneStella || 21:46 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : frammenti, capoverso - Permalink
Un'altro pezzo di esistenza archiviato in memoria alla voce: fine.

Spazi vuoti che parlano di assenze, di brandelli rimescolati in una nuova alchimia, tutta da inventare. Echi di presente lontane, tracce di rimenbranze che scottano, miraggi di un futuro che parla un linguaggio alieno. Straniera in terra calpestata e purtuttavia amata. Faccio un grosso respiro. E poi un'altro. E poi un'altro ancora. Ritroverò il fiato.
AntigoneStella || 21:46 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : frammenti, viandante, io - Permalink
metri misure pesi... cerco un equilibrio costantemente, impresa ardua perchè riguarda me, ma tutti gli altri pure. Far collimare le distanze reciproche e le esigenze di ognuno. E quando mi sento costretta nell'angolino del ring, ecco che allora, come un elastico, mi trascino lontana, mi eclisso.

Non troppo lontano, chè la tua persona è bella, piena di energia e di calore e di ideali e di sogni e di umanità e di sapienza, ma neppure troppo vicina, chè mi sento stritolata, compressa, incasellata, ingessata in immmagini che non sono miei, ma tuoi ideali.

Ho un'idea anomala dei sentimenti? E' possibile, ma è mia.

Non voglio far parte di nessuna coppia? E' vero, cerco affetti, non destinazioni.

Non chiedo e non pretendo esclusive? Giusto.

Andare, tornare, transitare, trascorrere, fluire: comunque scegliere, ogni volta, non una volta per tutte.

Non è un impresa a più/meno. Moltiplica, non sottrae.

 
AntigoneStella || 21:46 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : kendo, io - Permalink
Salutare passione per il mio equilibrio, incrociare le spade. Che emozione riprendere gesti noti e pur tuttavia poco allenati. C'è una memoria del corpo, che è bello rinnovare. Adrenalina ed endorfine, sudore e polvere, rispetto e battaglia, spirito spada e corpo. Unire.



AntigoneStella || 21:45 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : frammenti, domande - Permalink
Cos'è questo malcelato malessere a cui neppure io so dare un nome? L'atmosfera settembrina che preannuncia un nuovo inverno, in cui nulla è cambiato tranne qualche ruga in più sul mio viso? Le vacanze finite che non hanno per nulla ricaricato il mio spirito di alcuna energia fluente? Questo senso di solitudine, da me cercato e ripudiato con la stessa forza ed intensità? Questo sentirmi ferma, nonostante tutto intorno si muova? Che quasi nulla ormai colga nei miei occhi la meraviglia? Che non riesca più a cambiare pur orripilando l'idea di restare uguale? Ogni tanto desidererei spegnere tutti i neuroni, far tacere l'universo e il cuore e ritornare a sognare, non da dormiente, ma da desta.
AntigoneStella || 21:45 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : mare, assenza - Permalink
Mi manchi, ho bisogno di rituffarmi nelle tue onde avvolgenti, di respirare il tuo odore, di lasciarmi cullare, di ritrovare in te tutti i paradossi della vita e della morte. Tu che rechi l'immenso mistero dell'inconoscibile e dell'indomabile, a me così caro. Crocevia nel quale, l'andare e il tornare si incontrano e scontrano, in una musicalità impareggiabile. Mare, sempre uguale e sempre diverso, perenne mutamento, mai indolore. Mare che leviga, scioglie, rasserena, turba, incanta, meraviglia, atterrisce. Mi piaci in tutte le tue manifestazioni. Mi necessita il tuo sale, come unguento per le ferite.

AntigoneStella || 21:45 || domenica, 29 gennaio 2006
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Non si impara ad amare da grandi.

Ci sono tempi che, se sono saltati paf... sono andati, via, spariti, volatilizzati, sfumati, svaniti... paf...bolle.

Non si impara ad amare da grandi.

Quando hai passato l'infanzia a nasconderti sotto coltri di coperte, fino a quando hai scoperto la potenza delle parole, delle non dette. "Non li ho io i genitori" e intorno calava il silenzio. E la presunzione di avere capito. Erravate sempre. Tutti.

Non si impara ad amare da grandi.

Quando devi tirare fuori dal cappello ciò che hai. E nei tuoi ricordi non c'è una, dicasi una, parola d'amore che venga da lei, lei senza la quale non saresti qui.

Non si impara ad amare da grandi.

Neppure a 16 anni, quando i primi occhi bruni che ti sfarfallano lo stomaco, non hanno edipi a cui rifarsi.

Non si impara ad amare da grandi.

E già tanto se ti hanno tirato fuori, con la dolcezza di una lavanda gastrica, tutti i veleni assorbiti in 17 anni, quando questo lo avevi già capito.

Non si impara ad amare da grandi.

A 28 forse, quando l'amore, desiderio, passione, delirio, follia, ti pesca nella sua rete? Neppure, non c'è coppia nel tuo immaginario che non sia violenza più o meno cruda.

Non si impara ad amare da grandi.

Quando l'unico atto creativo che madre natura nella sua magnificenza dona, tu lo hai negato. Per paura. Di non saper amare, come sempre. Neppure te stessa.

Non si impara ad amare da grandi.

Lo vuoi imparare? Almeno questo? Te lo hanno insegnato in tanti, ma tu sei una pessima scolara.

Non si impara ad amare da grandi.

dovresti essere grande abbastanza da impararlo.

Non si impara ad amare da grandi.

Non ci sono tempi supplementari, né corsi di recupero, né lezioni private, né terapie che suppliscano. Aveva ragione il grande Sigmund, a 6 anni la storia è scritta.

La mia a 6 anni era un'immensa cancellatura, nera.





Ps: Ognuno di voi lettori faccia di queste parole ciò che crede: le butti nel water o le conservi, le ignori o le doni, le dileggi o le accolga. Vi prego, niente pietà. Ne conosco la puzza da sempre, ed è l'odore peggiore del mondo, meglio l'odio, almeno profuma di vero.

AntigoneStella || 21:44 || domenica, 29 gennaio 2006
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Ho sempre fatto una fatica incredibile a distinguere queste parole, che per me sono un tutt'uno. Non si può fare a meno di fare né l'uno, né l'altro, quasi sempre insieme. Ho imparato, imparò ed imparerò fino al mio ultimo respiro. Altri sicuramente hanno imparato da me, e già questo è un pensiero sufficiente a dare calore all'anima.

Da mia nonna - la fermezza

Da mia zia Teresa - la freddezza

Da Suor Domenica - l'amore per la lettura

Da mia madre - cosa non essere

Da mio padre - l'uso strumentale delle relazioni

Da mio fratello - quanto sia facile precipitare nel baratro

Da Elena - la difficoltà di guardarsi dentro

Dalla ciurma di nipoti - l'affetto incondizionato

Dai professori - che la cultura è l'unica arma utile

Dal mio Maestro - a non arrendermi

Da Santi - a non temere la mia femminilità

Da Sergio - a non aver paura ad essere differente

Da Adriana e Omar - l'Amore

Da Cettina - la stima che è senza tempo e senza spazio

Da Gaia - ad amare ogni millesimo di questa vita che ci è dato di vivere, sia esso magnifico sia esso miserrimo

Da Guido - la dignità del dolore

Dai coniugi XXX - a non farmi calpestare

Dal prof Purghè - la fiducia nei miei mezzi

Da Ro' - ad accettare le varie me

Da Andrea - la speranza

Dai "miei" pulcini - a meravigliarmi perennemente

Da Antonella - a prendermi cura di me

Da altri, che percorrono con me tratti di vita, prenderò ciò che vorrano darmi, darò ciò che posso.

A tutti, grazie.
AntigoneStella || 21:44 || domenica, 29 gennaio 2006
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Notti. Come direbbe il poeta bianche, ma questa è solo in bianco. Passata tra ricordi, feroci e belli, tra piccole recriminazioni e tante mezze verità, tutte accennate, nessuna detta. E tu, che mi spiatteli le altre me, quelle che io non vedo, ed alcune sfumature ci sono tutte. E io che ho smesso d'amarti proprio mentre tu iniziavi. E quel buco nero tra noi, una voragine coperta di frasche e pietose razionalizzazioni tutte valide, nessuna buona. E la festa dell'Unità, non avrei scommesso neppure un centesimo di portartici un giorno. E i silenzi, carichi di promesse e aneliti. E la mortificazione dell'Eros, che in altri tempi era vita. E la nostalgia e la rabbia per quella strada che abbiamo smarrito, senza sapere neppure dove. E la brace della sigaretta, unica luce di questa notte. E il conforto del sonno, stasera latitante. E la me di oggi così estranea a quella di ieri. E la mia vita che non è barattabile, nè per danaro nè per certezze e neppure per l'amore. E la consapevolezza, di sapermi dentro a tutto questo pur essendone fuori. E il dolore, non mi piace fare male a chi sta nel mio cuore. E la libertà, di essere, provare, dire ciò che sento, qualunque sia il prezzo, daltronde ho sempre onorato i miei debiti. E i fantasmi, che di notte sono di casa, ma che l'alba trasformerà. E la mia anima nera che stasera ha avuto spazio e cibo. E io, che sono un no. No 
AntigoneStella || 21:44 || domenica, 29 gennaio 2006
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