Io non voglio parlare con i bianchi, loro sono in territorio di verdopoli è devono parlare verde, invece perchè non parliamo tutti bluette che è mondiale?
Io non voglio l'albero a pois che poi la prole mi si turba con tutta questa esultanza.
Io non voglio interagire con persone alte più di un metro e pesanti più di 56 kg non voglio passeggiare nella stessa strada di quelli che si alzano a mezzogiorno che lasciano tracce di fannullaggine per strada, però voglio predicare, eccome, chè solo io sono giusto, equo ed ho ragione.
Verso l'omologazione livellante, tutti a mangiare le stesse cose a parlare la stessa lingua a vestirsi nel modo trend a sapere cosa sia giusto, non solo per se stessi, il che andrebbe pure di lusso, ma per tutti, il concetto va esteso, per me, dunque per l'umanità.
Segno di debolezza questo arroccarsi, chè forse si pensa di mutare a contatto con altre menti leggermente o totalmente differenti?
Dunque i vostri granitici credo stanno in piedi solo a patto che nessuno aliti sopra brezze diverse?
Monocolore, monotono e monotutto.
AntigoneStella || 16:29 ||
lunedì, 23 ottobre 2006
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"perche' ballate e vi fate l'acconciatura, visto che qua e' impossibile anche comprare da mangiare?"
"perche' magari oggi e' l'ultimo giorno che viviamo, e vogliamo amarlo quanto piu' possibile"
Grozny
Questi giorni, che mi hanno accompagnato verso il mio quarantesimo anno, li ho amati il più possibile, come posso, come riesco, al meglio delle mie capacità.
AntigoneStella || 19:05 ||
domenica, 22 ottobre 2006
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E' venuto il momento di aprire il regalo.
I regali di latta e lustrini si sciupano subito, e via.
Io invece ho un regalo migliore, per te.
E' un anello, da metterti al dito.
E brilla di una luce tutta sua.
Nessuno può portartelo via; non può essere distrutto.
Tu sei l'unica al mondo che riesca a vedere l'anello che io oggi ti dono,
come io ero l'unico in grado di vederlo quand'era mio.
Questo anello ti dà un muovo potere.
Messo al dito, potrai levarti in volo con tutti gli uccelli dell'aria -
vedere attraverso i loro occhi dorati - palpare il vento che sfiora le loro vellutate piume -
e potrai quindi conoscere la gioia di sollevarti lassù, in alto,
al di sopra del mondo e di tutte le sue pene.
Potrai restarci quanto ti parrà, su nel cielo,
al di là della notte, e oltre l'alba.
E quando avrai voglia di tornar giù di nuovo, vedrai,
tutte le tue domande avranno risposta
e tutte le tue ansie si saranno dileguate.
Al pari d'ogni cosa che non può toccarsi con mano o vedersi con gli occhi,
il tuo dono si fa più potente via via che lo usi.
Dapprincipio l'impiegherai solo quando sei fuori casa, all'aperto
guardando l'uccello insieme al quale voli.
Ma poi, più in là, se l'adoperi ben bene,
funzionerà anche con quegli uccelli che non vedi,
finchè t'accorgerai che non t'occorre né l'anello né l'uccello
per volare al di sopra delle nubi, nel sereno.
E quando arriverà per te quel giorno,
tu dovrai a tua volta donare il tuo dono
a qualcuno che ne farà buon uso;
costui potrà apprendere, allora, che le uniche cose che contano
son quelle fatte di verità e di gioia, e non di latta e di lustrini.
Rae, questo è l'ultimo anniversario che festeggio con te in modo speciale.
Dai nostri amici uccelli ho imparato quanto segue.
Non posso venire da te, perchè già ti sono accanto.
Tu non sei piccola, perché già sei cresciuta:
sei grande e giochi con il tempo e la vita
- come tutti facciamo - per il gusto di vivere.
Tu non hai compleaano, perché sei sempre vissuta;
non sei mai nata, e mai morirai.
Non sei figlia di coloro che tu chiami papà e mamma,
bensì loro compagna d'avventure
in viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle.
Ogni regalo che ti fa un amico è un augurio di felicità
così pure questo anello.
Vola libera e felice, al di là dei compleanni,
in un tempo senza fine, nel persempre.
Di tanto in tanto noi c'incontreremo - quando ci piacerà -
nel bel mezzo dell'unica festa che non potrà mai finire.
R.Bach
Il mio si vede anche. Grazie
Patti

AntigoneStella || 20:21 ||
martedì, 17 ottobre 2006
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Tu che chiedi al mio canto
di esserti pettirosso nel mattino
non vedi l'urlo strozzato
che in gola m'è morto.
Difficile respirare dentro i sigilli,
chiedi miracoli dimenticando
in me la donna.
AntigoneStella || 19:47 ||
giovedì, 12 ottobre 2006
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Sarò sola?
Quando avrò alzato in me l’intimo fuoco
che originava già queste bufere
e sarò salda, libera, vitale,
allora sarò sola?
E forse staccherò dalle radici
la rimossa speranza dell’amore,
ricorderò che frutto d’ogni
limite umano è assenza di memoria,
tutta mi affonderò nel divenire…
Ma fino a che io tremo del principio
cui la tua mano mi iniziò da ieri,
ogni attributo vivo che mi preme
giace incomposto nelle tue misure.
Alda Merini
Alda, Alda, donna dalle mille parole piene di sentire, dove passione, speranza e dolore dormono abbracciati in un incanto che solo alle anime fiere è dato.
Alda, Alda, leggerti è ferirsi e mondarsi.
AntigoneStella || 08:15 ||
giovedì, 12 ottobre 2006
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Ci sono giorni
che la notte divora,
senza perdono.
AntigoneStella || 13:48 ||
mercoledì, 11 ottobre 2006
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Ho celato così tanti desiderata sotto la spinta del reale:
no,
non si può,
non tu,
non ora,
almeno i sogni posso ancora averli?
Che sia un altro miraggio da celare non muta il mio sentire.
Non importa condividere, ma com-prendere.
AntigoneStella || 15:02 ||
lunedì, 09 ottobre 2006
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Mosaico montato infinite volte
mani aperte in buio pesto
scorrono vita vissuta e sognata.
Nell'ultimo incastro
benda cade a dileguare tenebre.
I tuoi occhi.
Gioia Pura.
AntigoneStella || 12:22 ||
domenica, 08 ottobre 2006
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Romeo è arrivato a casa mia per scelta, piccola palla di pelo nera, viva, calda e discreta. Cricri, gattina di strada mi stava in una mano e aveva più pulci che peli, spaventata, affamata e tenerissima.
E' bello tornare a casa e trovarli, ogni giorno un disastro nuovo da fare, sono buffissimi e al contempo dolcissimi.
Si rincorrono, si leccano, si azzuffano e stanno sempre vicini, Cricri con la sua vivacità lo tormenta, Romeo pazientemente sopporta.
Dormono sempre vicini, accucciati.
Sono famiglia.
AntigoneStella || 20:18 ||
martedì, 03 ottobre 2006
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