Occhi sbarrati, nessun battito di ciglia assonnato.
Pensieri che litigano furibondi nel mio apparire mite.
Feroci afflati di memoria.
Invasive gocce ad annaffiare dolore.
Piccole morbidezze pelose richiamano sguardo.
Sogni ingannevoli si affacciano prepotenti.
Inerte corpo senza forza.
Suoni assordanti senza morbidezza.
Freddo gelido ovunque.
Scomposto esemplare di umanità persa io.
AntigoneStella || 00:16 ||
sabato, 31 marzo 2007
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Io scendo qui, il treno del riscatto non avrà più energie da succhiarmi.
Non ce la posso fare.
Non ho entusiasmo nè gioia nel farlo, non ha senso accanirsi con sacrifici immensi per una cosa da fare senza desiderio nè scopo.
Era più un sogno incomposto. la sveglia è suonata.
AntigoneStella || 14:55 ||
venerdì, 30 marzo 2007
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Una cancrena, questo sono diventata, per me e per chi mi sfiora.
Non c'è soluzione, bisogna amputare, e nonostante sia la più giusta, saggia e intellegibile soluzione, vorrei morire assieme al mio male.
In ogni caso sarò monca.
Perenne memoria di un futuro mai composto in carne.
Viva e monca.
AntigoneStella || 21:00 ||
giovedì, 29 marzo 2007
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Dovevo saperlo interpretare, già dal nome avuto in sorte.
Pat-teggiare
Pat-urnie
Pat-emi -
Pat-acca
Pat-ata
Pat-atrac
Pat-etica
Pat-ologica
Pat-tumiera
Pat
AntigoneStella || 21:06 ||
domenica, 25 marzo 2007
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Fuggi, fuggi mio cuore
non c'è scampo nè pietà
lascia qui la tua orma
come Arianna futura.
Posati lieve, lieve
un incavo aspetta.
AntigoneStella || 22:04 ||
venerdì, 23 marzo 2007
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Stasera vesto di eleganza la mia tristezza
colori adeguati
bianco per il tepore nero per l'orrore
zebrata come sono senza nulla sfumare
e celato
il rosso di una passione che non domo
AntigoneStella || 17:31 ||
giovedì, 22 marzo 2007
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Domani è solo una parola fra migliaia di lemmi.
Difficile da imparare, quando si è piccoli non ci si proietta in nulla che sia immaginato, assente.
Poi diventa centro, domani telefonerò a tizio, mi metterò a dieta, vedrò caio, farò, sarò, vivrò, deciderò, studierò.
òòòòòòòòòòòòò n volte ò.
Poi un giorno il domani si pietrifica, per errore, volontà, fatalità, inghiottito dal buco nero della morte, divorando tutti i nostri rimandi e rimpianti.
I miei li dirò, domani
AntigoneStella || 05:05 ||
giovedì, 22 marzo 2007
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Ci sono dolcezze
che vivono di penombra,
Luce le soffoca e Buio le annienta.
Dosare è maestria
di cui son priva.
Perdona.
AntigoneStella || 20:40 ||
mercoledì, 21 marzo 2007
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Palate di merda come se piovesse, nessun fronte esente, della serie non ci facciamo mancare nulla.
O forse son solo io che ho perduto la mia verve recitativa e il trucco della parvenza.
Non faccio in tempo a smaltirla che eccola lì nuovamente ricolma, latrina fatta di rabbia, impotenza, amarezza ed incapacità.
Oggi, com'è noto, è la festa del papà, e giù tutti a dispensare auguri a tutti i padri del mondo.
Uno lo hai seppellito morto, che a 23 anni ha pensato bene di tirare una corda al cielo e di risparmiarsi i dolori a venire. L'altro lo hai seppellito vivo, una non pronuncia neppure il tuo nome, l'altra l'hai violata.
Auguri certo, che il tuo dispiegarsi al presente possa diventare presto una declinazione imperfetta.
Un paio d'ore a guardare una busta piena di ricordi, centinaia, foto lise, tagliate, mescolate nei decenni. Quella che ero appare in una sola, deve esserti sfuggita, questa figlia non voluta, partorita a forza di cui invano hai cercato di sbarazzarti.
Ho cercato indizi per comprendere, anche da morta sai far male.
Mi chiedi, mi chiedi sempre, "cosa ha detto", "cosa vi siete detti", infine te lo racconto, senza alcun filtro, una frase dura, tagliente, senza appello e il tuo silenzio a specchio lo è stato mille ed ancora mille volte di più.
Un "non ti amo" sarebbe stato carezzevole a confronto.
Tu, lemure, che finalmente scopri il velo di maya, e dai parole ad un dubbio da tutti presunto, da nessuno mai esplicitato, che il mio cognome sia uno sbaglio.
Può essere, anche se lo fosse, oggi ,cambierebbe ben poco.
Infine anche te, con cui parte di giovinezza ho condiviso, mi chiami per cercare soluzioni immediate e magiche con cui sbarazzarsi di immondizia accumulata nei decenni, chè sta sfrattando la tua aplombe.
Spiacente non sono attrezzata, faccio fatica a buttare già la mia di spazzatura.
Da ultimo me, che intorno ai miei errori giro da tempo scavando un solco così fondo che mi seppellirà.
Il passato non posso cambiarlo, è che io non sono capace di creare futuro.
AntigoneStella || 21:12 ||
lunedì, 19 marzo 2007
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Cara Vita
Le invio questa missiva presentandoLe delle richieste cui cortesemente far fronte.
Prioritariamente sarebbe gradita una temporanea dimissione dall'Esistenza, il tempo di mandare Anima in vacanza e Cuore al rimessaggio.
Un paio di decine d'anni sarebbero bastevoli.
In subordine almeno, che so, un part-time della Mente ed un lifting dello Sguardo. Giusto per poter indossare calzature comode senza soppesare la pendenza.
Si valuta una soluzione sine die di tale fattura.
Infine, come ultima risorsa, la possibilità di installare un software con codificate risposte preordinate in base alle sollecitazioni, per poter sopire Carne fingendo Respiro, pensionamento per il quale non si graverà collettivamente.
Interruttore on/off improrogabile per la riuscita del bluff.
In attesa di Suo riscontro si sollecita la Signoria Vostra a recapitare alla scrivente una risposta prima dell'imminente dentiera.
AntigoneStella || 21:40 ||
domenica, 18 marzo 2007
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" Meglio un grande spavento che uno spavento senza fine "
AntigoneStella || 22:37 ||
sabato, 17 marzo 2007
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Piccole monadi danzanti
con maestria
percorriamo questa vita,
l'unica da vivere
che avemmo in dono.
Una, novella Antigone
fece della sua debolezza
un marchio
per la disobbedienza;
l'Altra, con il dono delle parole,
vaga fra Sé e il mondo
come Cassandra,
narrando inascoltata
le storie di tutti;
Ermes fra noi
si appalesa
mentre traduce
in linguaggio umano
le mille sfumature degli Dei;
e tu Atena,
affronti il mondo con
il coraggio delle idee,
fermate in piccoli
stupefacenti istanti.
E tutte
abbiamo una Venere
nascosta nel cuore.
post già pubblicato
AntigoneStella || 22:24 ||
mercoledì, 07 marzo 2007
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C'è un pianeta tra le galassie. C'è una Nazione in questo pianeta. C'è una città con un nome. C'è una stazione nella città. C'è una panchina nella stazione. C'è una donna seduta sulla panchina. Ci sono gocce a terra. C'è un inferno invisibile in quelle gocce.
Un piccolo universo di Universi.
Incastro imperfetto di forze sconosciute, spesso in contrasto, in equilibrio precario, sempre rinnovato, mai compiuto.
AntigoneStella || 18:36 ||
lunedì, 05 marzo 2007
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Tu sei sola, SOLA, S O L A!
Quando te lo ficchi in quella testa marcia che ti ritrovi?
SOLA.
AntigoneStella || 17:58 ||
sabato, 03 marzo 2007
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