Bordeggiando...

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A un certo punto si dimentica. Come sono le mani di un uomo sulla pelle. Il desiderio palpitante di toccare. L'arsura di saliva da condividere. La frenesia di non saper aspettare. La tenerezza dopo il fuoco. Il muoversi nel sonno e ritrovare un corpo amato. L'odore di un noi.  La meraviglia di annegare in due pupille.

Si rammenta come fatto meramente cerebrale, con unica emozione una malinconia soffusa, eterea e sfuggente ad ogni catalogazione. Cervello acceso in un corpo ibernato.

Fa freddo, ho tanto freddo.
AntigoneStella || 15:23 || giovedì, 14 giugno 2007
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Poi i conti arrivano. Tu ne paghi un paio, temporeggi, copri di qua, contieni di là, fino al punto. Punto in cui troppi i debiti accumulati e nessuno che ti faccia più credito. Nessuna banca elargisce prestiti di carezze e senza non si vive, io non ci sopravvivo neanche più. E' scaduto il bonus, finite le vite di riserva, il videogame firmato "patvita" furiosamente lampeggia Game Over.  Di usare risparmi neppure a pensarlo, come avresti potuto accumularne in anni, lustri, decenni di conto affettivo in rosso? Il trattore con cui hai tirato fin qui, chiudendo cuore , dolore, rimpianti, fatiche, si è inceppato, così senza avvisaglie. Ad un certo punto si è semplicemente fermato. Non uno sguardo d'approvazione, non un posto dove poggiare il capo piangendo tutti i singhiozzi di una vita sbagliata. Storta. Tarlata. Anche il tuo inconscio ha smesso di fare sogni hard e si è messo a comporre quadri di morte, lapidi, doccie fredde, gallerie piene di massi, licenziamenti. Sono piagata e piegata. Mi romperò, e a dirla tutta, non vedo l'ora.
AntigoneStella || 20:45 || venerdì, 08 giugno 2007
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Anonima e senza legami Sara desidera e non ha paura, percorre strade di notte dove è lei a sedersi di fronte a un uomo. Mentre il pentimento rimane in silenzio, Sara senza vergogna si offre ogni notte e prova sollievo.
E' sempre lo stesso reverse, ogni volta. Sempre la sua vita all’indietro. Saccheggiata.
In fuga.
Sara dà amore e amore chiede, ma ogni uomo di turno presto o tardi non trova che una sola maniera per starle vicino: il sesso. 
E Sara viene usata.
Poi ogni mattina lei di nuovo scrolla le spalle, non dimentica ma assopisce, va avanti finché non ritorna la sera e il suo bisogno di infrangersi contro la propria natura. Sara non trova chi per intero sappia tenerla e di questo, finalmente, chi sappia ammirarla. Amarla.
Sara è responsabilità?
Forse.
Sara è fragile ma si comporta da dura.
Ogni mattina il suo sguardo si svuota ed è il suo volto che racconta: Sara è in attesa di comprensione.
Senza giudizio.
Ma Sara odia invece, non può evitarlo, odia chi resta a osservarla e senza sosta alla fine decide che è lei il suo stesso problema.
Che è a lei che manca qualcosa.
Che è lei che dovrebbe essere diversa - “conforme” - per non provare dopo sempre la stessa vergogna.

http://dolorenascente.splinder.com/


Niente da aggiungere, calza parola per parola. Grazie

AntigoneStella || 20:17 || martedì, 05 giugno 2007
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