Bordeggiando...

Lettera

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“Big mistakes
Biggest hurt
My whole past behind glass
Great divide
Great deceit
The whole past on my mind
Remember the small things
You say: Remember the small things.”





Mio non fidanzato

ci siamo persi l’appuntamento o forse più codardamente abbiamo entrambi dato giorno ed indirizzo errato nella scaramantica speranza di trovare un destino favorevole a farci scontrare come nei film a lieto finale, bugie piccole dette sperando di coprire grandi vuoti di senso, vagando in una doppia scala a spirale in direzione inversa, incontrati in un punto in cui io salivo mentre tu scendevi la scala dei sentimenti, ora vertiginosa, così ci ritroviamo come in partenza, in luoghi ove io sono e tu non sei, un amaro gioco delle parti a recita sfalzata.

Quanto mi manca è piccola scheggia, incistata nel cuore, a perenne memoria di un Essere che c’è, esiste e non si arrende a copie di quel sentire, lo terrò stretto.

Ci tenevo a dirti questo, perché non siamo nuvole che si perdono nell’aria ma persone in carne ossa e sentimenti, anche quando facciamo i duri perché ci siamo sentiti feriti o umiliati o peggio non amati e nascondiamo sogni ed amarezze dietro sorrisi dipinti ad arte tirando le guance in su con le grappette che abbiamo.

Se ci siamo massacrati  è perché scorticando parvenze siamo arrivati lì, sotto pelle, scoprendo che abbiamo anche tenerezze e debolezze da carezzare, che talora girano insieme al calore, a volte si gelano nelle mani o nei piedi, non importa se ho dolore a camminare, l’importante è che tu mi sia addosso, il come non ha importanza.  E tu non mi sei addosso, non puoi perché sei parte di me, non era nei patti, ma non siamo che kattifi ragassi con molta testa e poca iena.

Ti chiedo perdono per il ruolo negato e per tutte le volte che ho maldestramente toccato ferite e fatto sanguinare i passi, mai c’è stata volontà di nuocere e su questo metterei la mano sul fuoco anche per te senza temere di perderla, novella Scevola, accade che solo le persone che si vogliono bene possano ferirsi, gli altri scivolano come olio.

Uomo che non ho, conosci bene il fatto che la vita non sia una pacchia e mangi pane e solitudine nonostante gli ingombri e le presenze, ogni tanto fai finta di dimenticare l’arte a te così nota dell’infelicità, recita un pianto o un urlo o un vaffanculo di cuore, te lo rammento, amo i fiori di campo, selvaggi, che raccolgono il vento e sorridono al sole anche senza occhi a vederli.

Sono sempre una guerriera e so accettare le mie sconfitte, come nel Kendo, quando l’avversario ti batte, ti inchini e lo ringrazi, perché ti ha insegnato qualcosa.

Io cresco mio non fidanzato e oltre alla capacità vivifica di amare, nonostante sangue secco e fatica incrostata, nonostante sia stata graffiata e morsa, ho scoperto una nuova cosa con te, che ti desidero, ma non ho bisogno di te.
Mi corico con il mio desiderio riuscendo a sorridere al giorno dopo e all’altro ancora che mi vede senza il tuo tocco ed al buio del tuo sguardo e con il silenzio della tua intelligenza.

Mi manchi, mi mancherai fino a quando l’ultimo giro d’orologio sarà sulla mia vita e disaccorto come un uomo non ti sei reso conto che questo mio vivere viene dal fatto che ti rubo un respiro,
ogni mattino.

Quindi vedi di invecchiare, e pure tanto.

Cra
AntigoneStella || 20:30 || sabato, 29 dicembre 2007
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Domande

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Cosa vuol dire Amare? E voler bene? E la differenza qual'è?
 E' nel prendersi cura? Nel supportare? Nel restare? Nel dirlo?
Come si esprimono in pratica questi diversi modi di sentire? Quanto sono poi diversi?
E che ruolo ha la sessualità? Prioritaria, di contorno, accessoria?
La bellezza conta? L'intelligenza quanto?
 Cosa fa si che una persona ti incanti ed un altra ti sfiori appena mentre un altra ancora neppure ti tocchi?
Ed il Tempo che ruolo ha? Mitiga, acuisce, svanisce?

AntigoneStella || 10:38 || giovedì, 27 dicembre 2007
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Auguri

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Parole abusate, consunte, fredde come tramontana in una valle di nulla. Unte e melliflue come sensali, usuraie del tempo, messaggere di vuoto. Bugiarde come lapidi apparite sulla bocca di tutti, parenti, amici, colleghi, commercianti, viandanti, insieme a sorrisi tirati e circostanziali, con l'ipocrisia che balena e si appalesa sazia.

A furia di maltrattarle, finiremo per perdere il loro significato, e poi non avremo parole per farlo laddove il cuore lo sente. Perchè useremo le stesse, stropicciate e logorate e già alle nostre labbra ci stonerà il fiato. E forse ci parleremo in silenzio, finalmente.



post già pubblicato
AntigoneStella || 16:35 || domenica, 23 dicembre 2007
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Vuoti e spazi

Un maestro giapponese dell’era Meiji di nome Nan-in un giorno ricevette una visita di un professore universitario che si recò al suo monastero per fargli alcune domande sullo Zen.

Il maestro Nan-in servì il thè, secondo le antiche usanze dell’arte giapponese. Colmò la tazza del suo ospite e... poi continuò a versare. Il thè traboccava dalla tazza, eppure il maestro non accennava a fermarsi.

Il professore, a un certo punto, sbottò: “Basta, è colma, non ci può stare altro thè! Allora Nan-in si fermò, lo guardò e disse: “La tua mente è come questa tazza, piena di pensieri e concetti...

Come posso spiegarti lo Zen se prima non vuoti la tua  tazza?”



 

L'amica farolit.splinder.com/post/15061874#comment  

mi ha dato molto da pensare con questo suo scritto sui pezzi mancanti...


...il cortile grande e giocoso di cui conoscevo ogni angolo ed albero, luogo sicuro per nascondersi agli altrui occhi

...i canti del coro da bambina, quando perdevo sempre sul filo del rasoio la conta per il numero di brani singoli da interpretare

...una carezza di mamma

...la 500 blu da guidare senza patente

...i treni per le gare

...la vespa 50 bianca

...un angolo dei peloritani da cui vedere entrambi i mari

...la divisa della nazionale

...addormentarsi cullata dal suono della risacca

...quella meravigliosa casa in cui il caffè si prendeva guardando il sole salire dallo stretto

...l'esame passato parlando di Mozart

...un figlio

...la mia libraia del cuore

...le colleghe di T.

...il trillo albifero di un pensiero quotidiano

...un paio di occhi verdi

...



solo che io svolgo i compiti sottosopra e penso che

in tutto quello spazio che manca

ci sia posto per ciò che verrà.


AntigoneStella || 19:56 || lunedì, 17 dicembre 2007
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Mutare

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Tempo che scorri




appari quasi fermo





tuttavia muti impercettibilmente





fattezze e pensieri





rinnovando Vita



AntigoneStella || 22:18 || domenica, 09 dicembre 2007
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Gioie

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                                                                                  Pino Roveredo ed io

Foto postata con l'autorizzazione dell'autore




"Era uno come noi, il tipo di persona che, cullandosi sopra l'altalena del tempo, fatica il giorno per guadagnarsi la notte. E si annoiava come noi, che ballavamo le stesse danze sopra le medesime domeniche e piangevamo il nostro niente dentro il solito lunedì...

...Era uno come noi, uno che sopportava il sole per meritarsi la luna sopra il viavai del sogno. Ora noi, per non essere come lui, fatichiamo il giorno, e se non basta, ci sfiniamo anche la notte sopra l'altalena rigida della rassegnazione. Noi che teniamo sveglia l'attenzione per non scivolare nel sogno, e per questo, cadere poi dentro il castigo, perché il girotondo dei monti, con il suo cuore di pietra, non concede il perdono a nessuna fuga, no, nemmeno a quella che si prova a sfiorare con il gioco sciocco del pensiero"


tratto da  Mandami a dire


Piccole grandi gioie


 
AntigoneStella || 21:12 || martedì, 04 dicembre 2007
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Fiamma

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In questo palco dove tutte le luci della ribalta erano accese,
 sono rimasta abbagliata da tanta riflesso,
sei passato piano,
spegnendole una ad una e più fioca diventava la scena
 più ombre apparivano silenziose e mute.
Spenta l'ultima luce sono disparite anch'esse
lasciandomi tra le mani una fiamma accesa.
Brucia, ma è mia.
AntigoneStella || 08:14 || lunedì, 03 dicembre 2007
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Fiducia ed inganno


"Noi possiamo essere ingannati soltanto quando ci fidiamo, nel momento in cui mi abbandono io metto le basi per essere tradito perché ogni fiducia assoluta chiama sempre l'inganno"

A.Carotenuto



Una gara a perdere dove non esiste vincitore, spirale assente schiacciata in cerchio ricorrente,
 dove ogni giro scava solchi più fondi in cui affoga l'Amore e il Dolore, piccolo, lento ed inesorabile suicidio di Sè.
Ci vuole uno scarto per non ripetere, infinitesimale, quasi impercettibile, un salto nel buio, fiducia ci vuole.


Questo dis-amore mi renderà migliore?

Non lo so, dire si è vana e assoluta presunzione, modo per esorcizzare il nero velo che avvolge il mio cuore, dire di no è altrettanto pretenzioso, 
senza risposta cammino all'interno, un viaggio a ritroso alla ricerca di un senso, con lo sguardo rivolto verso l'orizzonte.


 Cosa posso imparare, di me, di te, della vita?

Qualcosa, da spendere ancora nell'affi-darsi e se inganno sarà, sia accolto e benvenuto, vuol dire che ancora ho strada da macinare e tanto da imparare.

AntigoneStella || 21:36 || sabato, 01 dicembre 2007
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