Bordeggiando...

Machiseneimporta

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Come se fosse facile come per un gelato leccarsi le ferite del cuore senza avvelenare se stessi per le proprie manchevolezze, mentre  ritorni a lacrimare e ti affanni a trovare un senso che non sia solo senza.. Cazzo! Hai quarant'anni mica dodici e a quella fottuta anima primitiva che c'è in te non gliene frega un emerita cippa dell'anagrafe e del suo declinare il tempo. Non riuscite proprio a parlarvi voi, ognuna con le sue ragioni e le sue emozioni da rilanciare a dadi come se una  potesse davvero vincere. Che parliate pure entrambe, che ognuna svisceri le sue ombre e le sue luci, alla fine ne uscirà un bel machiseseimporta . A tacitarne alternativamente una o l'altra alla fine il risiko lo vinco io perdendo tutta la ricchezza magmatica di questo caos che posso abitare piuttosto che farmici vivere.  La logica potrà pure andare in malora in questo frangente, che una sorrida al sole e l'altra pianga per un sottofondo, avete diritto di esistere tutte. Persino io.
AntigoneStella || 15:21 || sabato, 28 giugno 2008
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Homme menti

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"Homme menti" è un piccolo episodio narrativo di Marguerite Duras, ricapitatomi per le mani dopo essere caduto in oblio per troppo tempo, letto anni addietro e sottolineato, come ad evidenziarne il potere evocativo e la spinta a conservarlo, ma è notorio che ciò di cui si ha più bisogno è spesso riposto in cantina e non è demenza senile, solo, più banalmente, realtà dura, tanto da non volerla vedere.

Ho vagato come un fantasma per anni presa da un piacere accecante e un dolore paralizzante, tutti fittizi, come un quadro dipinto di acqua sorgiva con cui si cerca di allietare l'arsura in gola inconsapevoli persino di aver sete.

L'homme menti era perfetto per il ruolo, ineccepibile in ogni recita, ideale perché  potessi rivestirlo di quei desideri e quelle emozioni che non sapevo neppure di avere, un ottima stampella adornata di bellezza dal mio anelito. Devo a quella scalpitante, seppure minuscola, parte sana di me, la vitalità con cui ha sabotato il mio miraggio, quella che l'homme menti dichiarava psicotica, non a me ovvio, così come lo è il fatto che non lo fossi per me pericolosa ed esigente. Resto francamente miope, ma non cieca. Ho costruito un castello di finzioni, nascondendo a me stessa che una, più una, più un altra, più una ancora, più l'ennesima bugia non modificassero ciò che il mio desiderio ambiva. Non è l'Altro che ci fa delle cose, siamo noi che lo permettiamo se guardiamo l'Altro che è "dentro" noi come se fosse "fuori" da noi.
Mi sono costruita un deserto e lo chiamavo amore, è stato istruttivo, doloroso ed impagabile.



"Un uomo che mentiva. Mentiva continuamente, a tutti, sui fatti della sua vita. La menzogna gli arrivava alle labbra prima delle parole per dirla. Lui non l'avvertiva. (...) Quest'uomo era uno scrittore straordinariamente dotato. Molto fine, molto piacevole, molto molto affascinante. Era un parlatore squisito. Un uomo della borghesia con l'affabilità di un principe. (...) Ne parlo in questo modo irresistibile perché era un amante, l'amante delle donne. Aveva il dono di vederle, di conoscerle con un solo sguardo fino all'essenza del loro desiderio"

tra virgolette un brano dell'Homme menti tratto da "La vita materiale" di Marguerite Duras
AntigoneStella || 15:16 || giovedì, 26 giugno 2008
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Fluire

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In un tempo senza orologi né calendari si muove il sonno e i sogni che lo abitano,
si coricano tristezze antiche con il sollievo di una coperta e
si scoperchiano emozioni temute con la cauta accortezza della carezza.
Si compiono minuti cambi di passo e
si osa saltare oltre l'erba sempre verde del domani.
Si cullano dolori che si possono lasciare
con l'incosciente anelito di camminare oltre i burroni
saltando a moscacieca dentro e fuori i propri passi.
Ci si adagia arrendevoli sulla soffice ovatta del movimento perenne del tempo
senza celare il terrore dato dal suo scorrere impetuoso
respirando grati di quel nuovo fiato che ti sale lieve.
Si lascia inerpicare l'ombra silente del passato
offrendo un ponte trasparente ed incorporeo all'oggi minuscolo che ci attraversa
senza patemi verso la sua destinazione.
Si riguarda l'ora e la data abbandonandosi fluenti al mutamento.


AntigoneStella || 20:25 || venerdì, 13 giugno 2008
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Ventuno

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Ventuno lettere e nessuna parola
Meno che mai una frase
Ancora meno che essa abbia senso
Per gli altri e per me
Ventuno lettere e nessuna parola
Mentre naufrago tra gli spazi
Interstizi pieni di e vuoti di


AntigoneStella || 21:59 || lunedì, 09 giugno 2008
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Varianze

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C'è chi lava la coscienza nel silenzio
spergiurando persino a se stesso sul candore delle proprie mani
e chi stende le membra al sole dopo
perché purifichi la varechina passata sottopelle.
E tutti chiedono all'ombra che circonda loro lo sguardo
un po' di pietà,
truccandosi affinché nulla trapeli.
 
AntigoneStella || 00:04 || lunedì, 02 giugno 2008
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