Un topo guardò nella fessura del muro per vedere il contadino e la moglie aprire un pacco. “Quale cibo potrebbe contenere quel pacco?”
Il topo scoprì che nel pacco c’era una trappola per topi e ne fu devastato.
Tornando nell’aia, il topo volle avvisare tutti gli animali: “C’è una trappola per topi nella casa! C’è una trappola per topi nella casa!”
La gallina iniziò a chiocciare e raspare in terra e disse: “Signor Topo, posso capire che questa sia una grave preoccupazione per lei ma non ha conseguenze su di me. Non me ne importa molto.”
Il topo si voltò verso il maiale e gli disse: “C’è una trappola per topi in casa!”. Il maiale simpatizzò ma disse: “Sono molto dispiaciuto, Signor Topo, ma non posso far molto altro che pregare. Può star certo che la terrò presente nelle mie preghiere.”
Il topo si voltò verso la mucca. La mucca disse: “Accidenti, Signor Topo. Sono spiacente per lei, ma è difficile che io riesca ad infilare il mio naso nella trappola. E’ un problema suo.”
Così il topo tornò nella casa, a testa bassa e triste, per fronteggiare la trappola solo soletto.
Quella stessa notte, si sentì un suono nella casa, come il rumore di una trappola che scatta sulla preda.
La moglie del contadino corse a vedere cosa aveva catturato. Nel buio, non vide che era un serpente velenoso la cui coda era rimasta nella trappola. Il serpente morse la donna. Il contadino la portò all’ospedale e quando la riportò a casa aveva la febbre.
Chiunque sa che quando si ha la febbre fa molto bene prendere del brodo di gallina. Così il contadino portò la sua accetta nell’aia per preparare l’ingrediente principale del brodo.
Ma la moglie continuava a star male e così amici e vicini vennero per stare con lei ad ogni ora del giorno e della notte. Per dare loro da mangiare, il contadino uccise il maiale. La moglie del contadino non migliorò ed un giorno morì.
Vennero così tante persone al funerale, che il contadino dovette macellare la mucca per fornire sufficiente carne per tutti i convenuti.
AntigoneStella || 16:01 ||
domenica, 27 luglio 2008
commenti (2) ||
commenti (2) (popup)
Polvere accumulata sui pensieri di ieri sfida il battipanni del tempo
scuotendosi nel finto spostamento che colloca gli stessi granelli in modi differenti.
La sabbia infilata nel cuore graffia ad ogni refolo ed
impazzita si barcamena tra le medesime arterie cercando invano un uscita.
Lenti modificate lasciano intonse sulla retina le catene di immagini incrostate lì,
ostinate a restare comodamente sdraiate sull'amaca di emozioni vive quanto fuggenti.
Distesa al sole godo di un calore non mercificato
mistificando verità e menzogna che allegramente vanno a braccetto senza meta
ridendo sonoramente di questo senso introvabile che evita le congiunzioni
lasciando punti infinitesimali quanto granitici
a sbarrare osmosi possibili tra corpo, cuore e cervello.
AntigoneStella || 10:09 ||
giovedì, 10 luglio 2008
commenti (7) ||
commenti (7) (popup)
Massimo arghhhhhhhhh !!! Mi hai fatto commuovere...
...grazie.
La poesia è musa infida e benedetta,
scrive emozioni con inchiostro invisibile su pelle vibrante
e poi, in un momento a caso, te la ritrovi scolpita a fuoco
dentro mille pensieri che si fanno passione.
----------------------------
Son Diana folle, invitta cacciatrice,
e chi pensa di me ch'io tema il freddo
ha una folle paura della vita.
Ho un desco puro senza sentimento
pane azzimo al posto del calore:
tutti mi hanno adorato e dopo spenta,
spenta con chiare e duttili calunnie
sopra le dita, e io che le ho sentite
cercavo nella tragica mia vela
qualche tragica pietà per la mia morte.
Donna ribelle, donna forse maga,
avrei voluto farti incantamento
di amore vero senza più ritorno.
Alda Merini
Ma egli ruppe la scorza del dolore
in pezzi e ne distese alte le mani
come per trattenere il dio fuggente.
Anni chiedeva, solo un anno ancora
di giovinezza, mesi, pochi giorni.
ah, non giorni, ma notti, una soltanto,
solo una notte, questa notte. questa.
Il dio negava. Gridò allora Admeto,
gridò vani richiami a lui, gridò,
come gridò sua madre al nascimento.
Rainer Maria Rilke
Quando tu sarai vecchia grigia e sonnolenta
Col capo tentennante accanto al fuoco, prenditi questo libro,
E lentamente leggilo, e sogna del tenero sguardo
Che gli occhi tuoi ebbero un tempo, e delle loro ombre.
Profonde; quanti furono ad amare i tuoi attimi
Di grazia felice, e quanti amarono, con falso o vero amore,
La tua bellezza; ma uno solo amò l'anima peregrina
Che era in te, e il dolore del tuo volto che muta.
Curva di fronte ai ceppi risplendenti mormora,
Con lieve tristezza, come Amore fuggì, come percorse
Passando, i monti che ci stanno alti sul capo,
E nascose il suo viso fra un nuvolo di stelle.
William Butler Yeats
Mi piace il tuo corpo
quando è col mio corpo.
E’ una cosa tanto nuova
muscoli meglio
e nervi di più.
Mi piace il tuo corpo
mi piace quel che fa
e il come.
Mi piace sentir la sua spina dorsale
le sue ossa
e il tremolante liscio-sodo
che bacerò
ancora ancora e ancora.
Di te mi piace baciare questo e quello
mi piace lentamente accarezzare
il folto elettrico pelo
e forse mi piace il brivido
di sotto me te
così nuova.
Edward Estlin Cummings
Nell'attesa misuro l'esistenza
ed è come fossi nata,
aspettando.
I miei binari stanchi
muoiono nel sole tiepido dei tuoi occhi
e rinascono nelle carezza di un abbraccio.
Fai attenzione quando m'abbracci.
Ho sempre un chiodo conficcato nel cuore.
Beatrice
Ci sono momenti che marchiano fuoco su carne
e non si quietano mai.
Momenti fatti di immagini in successione,
come pellicola impazzita, tempo non dritto.
Ricordi che sono icone o monumenti eterni come sfingi.
Una volta ancora, in un momento senza motivo, hai marchiato la mia vita,
in un’istante ed in un luogo con corpi senza confine, mi sono perso
in occhi che hanno regalato liquide perle calde e vellutate,
cadute con raffinata precisione, scese sulla mia guancia e
poi ancora più dentro scavando, non so se erano tristi o felici,
non ne sminuisce il valore, so solo che quando
l’ultimo giro d’orologio sarà sulla mia vita, il solo ricordo
sarà un senso per cui è valso averla vissuta.
Riccardo
Al collo un filo di esili grani,
celo le mani nel largo manicotto,
gli occhi guardano distratti
e non piangeranno mai più.
Sembra il volto più pallido
per la seta che tende al lilla,
arriva quasi alle sopracciglia
la mia frangetta non ondulata.
E non somiglia ad un volo
questa lenta andatura, quasi avessi
sotto i piedi una zattera
e non i quadretti del parquet.
La bocca bianca è socchiusa,
ineguale il respiro affannato,
e sul mio petto tremano i fiori
dell'incontro che non c'è stato.
Anna Andreevna Achmatova
---------------------------------
Incatenatevi volontariamente...
1- Scrivere il nome di almeno cinque poeti di ogni tempo e luogo dei quali si è innamorati.
2- Citare alcuni versi significativi di almeno uno dei poeti elencati.
3- In aggiunta o in alternativa al punto 2 citare un proprio componimento poetico, o anche soltanto alcuni versi di esso
4- Per i veri patiti dell'arte poetica, sarebbe gradito un componimento, anche brevissimo, appositamente creato e pubblicato.
5- Infine incatenare altri bloggers raccomandando il rispetto di queste semplici regole.
AntigoneStella || 13:17 ||
mercoledì, 09 luglio 2008
commenti (7) ||
commenti (7) (popup)
Talora occorre ricalcare scenari con passi usati per carpire forza necessaria ad oltrepassarli e poter vedere come un cieco al suo primo raggio di luce un colore nuovo affacciarsi all'orizzonte, cibarsi di pezzi amari trascorsi non sazia ma prepara la vita a godere del pezzo di amore ignorato con cui si è affamato l'allora presente, mentre dietro lenti scure innaffi un ricordo tra un piede e l'altro che si alternano.
"Dove hai la macchina?"
"A porta S. XXXXXX"
AntigoneStella || 21:50 ||
sabato, 05 luglio 2008
commenti ||
commenti (popup)