Raggrumato negli interstizi celati
si condensa un suono vituperato,
nonostante la patina di zucchero
tesa a far da facciata
ad un amara coppa piena di vuoto.
L'altrove ha odore turchese
e suona incessante come sirena
mentre ad attutire il canto
piccole stille rosse si frappongono.
Fuori piove dolcemente
lavacro dell'invisibile spillo
che pungola un ricordo
del suono a contrasto che fu.
AntigoneStella || 17:59 ||
lunedì, 27 ottobre 2008
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Ma cos'è per lei Xxxxxxxx?
....................................................... plin........... shhhhshh...........
Xxxxxxxx .............shssssssssssshhhhh.........plin..........
era...........plin..............shssssshhhh
era....la felicità, assoluta.
Plin......shhhhhhhhhhssshh...plin...
AntigoneStella || 22:17 ||
mercoledì, 22 ottobre 2008
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Il silenzio ha imparato me.
Tutte quelle parole dette, udite, sentite, urlate, sussurrate, taciute,
adesso vivono pensate.
E non importa più il destinatario, il tono, il dare ad intendere, il capirsi, il fraintendersi.
Le ombra tacciono, i fantasmi ammiccano.
Il silenzio ha imparato me.
Che non confeziono parole come onde vaganti nell'etere,
parlo muta.
E non importa quale abito vestano le genti al mio tacere.
Vivo è il mio sentire.
AntigoneStella || 22:28 ||
mercoledì, 15 ottobre 2008
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