amore | Bordeggiando...

La sposa cadavere





"Resta con lei. E pazienza per me. Io sono già morta, tanto.
Io sono morta quel giorno, molto tempo fa.
Tu resta con lei.
Hai conosciuto il mio amore e io il tuo.
Adesso vado.
Grazie, è stato molto.
Adesso vado, ecco, guarda: me ne sono già andata via,
volando come queste farfalle"


Film Tim Burton
Parole Concita De Gregorio
AntigoneStella || 00:17 || martedì, 24 novembre 2009
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Paolo Farinella, prete

Nella categoria : amore, parole altrui, rammentare - Permalink

Uno scritto da standin ovation persino per un'atea come me,
roba da rivalutare il clero, anzi no,
scritti che indicano, ancora una volta,
come siano le persone a fare i titoli e non il contrario

 

Via il crocifisso dalle aule

 

Povero Cristo in mano a Berlusconi

di Paolo Farinella, prete

I giornali del giorno 5 novembre 2009, riportano la foto di Berlusconi che tiene in mano un Crocifisso, abbastanza grande. Le cronache dicono che glielo abbia dato il prete di Fossa, nell’ambito della consegna delle case. Se c’è una immagine blasfema è appunto questa: colui che ha varato una legge incivile contro i «cristi immigrati», che parla di «difesa dei valori cristiani». Un prete che consegna il crocifisso a Berlusconi è uno spergiuro come e peggio di lui. Povero Cristo! Difeso da una massa di ladroni che non solo lo beffeggiano, ma lo crocifiggono di nuovo con la benedizione del Vaticano, che per bocca del suo esimio segretario di Stato, ringrazia il governo per il ricorso che presenterà alla Corte di appello di Strasburgo.

Possiamo dire che c’è una nuova «Compagnia di Gesù» fatta di corrotti, di corruttori, di ladri, di evasori, di mafiosi, di alti prelati còrrei di blasfemìa e di indecenza, di atei opportunisti, di cultori di valori e radic(ch)i(o) cristiani … chi prepara la croce, chi le fune, chi i chiodi, chi le spine, chi l’aceto … e i sommi sacerdoti a fare spettacolo ad applaudire. Intanto sul «povero Cristo» di nome Stefano Cucchi, morto per mancanza di «nutrizione e idratazione», da nessuno è venuta una parola di condanna verso i colpevoli di omicidio, nemmeno dai monsignori che hanno gridato «assassino» al papà di Eluana Englaro.

Povero Cristo, difeso dai preti come suppellettile e raccoglitore di polvere nei luoghi pubblici e da tutti dimenticato come Uomo-Dio che accoglie tutti e dichiara che sono beati i poveri, i miti, coloro che piangono, i costruttori di pace, i perseguitati, gli affamati! Povero Cristo, difeso dagli adoratori del dio Po e di Odino che ne fanno un segno di civiltà, mentre lasciano morire di fame e di freddo poveri sventurati in cerca di uno scampolo di vita. Povero Cristo, difeso dalla “ministra” Gelmini che trasforma il Crocifisso in un pezzo di tradizione “de noantri”, esattamente come la pizza, il pecorino, i tortellini. Povero Cristo, difeso da Bertone che lo mette sullo stesso piano delle zucche traforate.

Povero Cristo! Gli tocca ringraziare la Corte di Strasburgo, l’unica che si sia alzata in piedi per difenderlo dagli insulti di chi fa finta di onorarlo. Signore, pietà!

Guardando a quel Cristo che è il senso della mia vita di uomo e di prete, ho la netta sensazione che dalla sua comoda posizione di inchiodato alla croce, dica: Beati voi, difensori d’ufficio... beati voi che ho i piedi inchiodati, perché se fossi libero, un calcio ben assestato non ve lo leverebbe nessuno.


link  http://temi.repubblica.it/micromega-online/povero-cristo/
AntigoneStella || 21:55 || lunedì, 09 novembre 2009
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Lettera

Nella categoria : musica, amore, nuvola, rammentare - Permalink

“Big mistakes
Biggest hurt
My whole past behind glass
Great divide
Great deceit
The whole past on my mind
Remember the small things
You say: Remember the small things.”





Mio non fidanzato

ci siamo persi l’appuntamento o forse più codardamente abbiamo entrambi dato giorno ed indirizzo errato nella scaramantica speranza di trovare un destino favorevole a farci scontrare come nei film a lieto finale, bugie piccole dette sperando di coprire grandi vuoti di senso, vagando in una doppia scala a spirale in direzione inversa, incontrati in un punto in cui io salivo mentre tu scendevi la scala dei sentimenti, ora vertiginosa, così ci ritroviamo come in partenza, in luoghi ove io sono e tu non sei, un amaro gioco delle parti a recita sfalzata.

Quanto mi manca è piccola scheggia, incistata nel cuore, a perenne memoria di un Essere che c’è, esiste e non si arrende a copie di quel sentire, lo terrò stretto.

Ci tenevo a dirti questo, perché non siamo nuvole che si perdono nell’aria ma persone in carne ossa e sentimenti, anche quando facciamo i duri perché ci siamo sentiti feriti o umiliati o peggio non amati e nascondiamo sogni ed amarezze dietro sorrisi dipinti ad arte tirando le guance in su con le grappette che abbiamo.

Se ci siamo massacrati  è perché scorticando parvenze siamo arrivati lì, sotto pelle, scoprendo che abbiamo anche tenerezze e debolezze da carezzare, che talora girano insieme al calore, a volte si gelano nelle mani o nei piedi, non importa se ho dolore a camminare, l’importante è che tu mi sia addosso, il come non ha importanza.  E tu non mi sei addosso, non puoi perché sei parte di me, non era nei patti, ma non siamo che kattifi ragassi con molta testa e poca iena.

Ti chiedo perdono per il ruolo negato e per tutte le volte che ho maldestramente toccato ferite e fatto sanguinare i passi, mai c’è stata volontà di nuocere e su questo metterei la mano sul fuoco anche per te senza temere di perderla, novella Scevola, accade che solo le persone che si vogliono bene possano ferirsi, gli altri scivolano come olio.

Uomo che non ho, conosci bene il fatto che la vita non sia una pacchia e mangi pane e solitudine nonostante gli ingombri e le presenze, ogni tanto fai finta di dimenticare l’arte a te così nota dell’infelicità, recita un pianto o un urlo o un vaffanculo di cuore, te lo rammento, amo i fiori di campo, selvaggi, che raccolgono il vento e sorridono al sole anche senza occhi a vederli.

Sono sempre una guerriera e so accettare le mie sconfitte, come nel Kendo, quando l’avversario ti batte, ti inchini e lo ringrazi, perché ti ha insegnato qualcosa.

Io cresco mio non fidanzato e oltre alla capacità vivifica di amare, nonostante sangue secco e fatica incrostata, nonostante sia stata graffiata e morsa, ho scoperto una nuova cosa con te, che ti desidero, ma non ho bisogno di te.
Mi corico con il mio desiderio riuscendo a sorridere al giorno dopo e all’altro ancora che mi vede senza il tuo tocco ed al buio del tuo sguardo e con il silenzio della tua intelligenza.

Mi manchi, mi mancherai fino a quando l’ultimo giro d’orologio sarà sulla mia vita e disaccorto come un uomo non ti sei reso conto che questo mio vivere viene dal fatto che ti rubo un respiro,
ogni mattino.

Quindi vedi di invecchiare, e pure tanto.

Cra
AntigoneStella || 20:30 || sabato, 29 dicembre 2007
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Dire

Nella categoria : amore, nuvola, dedicata - Permalink



Ho raccolto tutto il mio coraggio, cercato in ogni borsa ogni rimasuglio, in tutte le tasche ogni granello.
E lo scrivo qui, un'onda fra miliardi nell'etere dell'universo.

Ti Amo.

Vivere questa cosa, così piccola, che sta da qualche parte dentro il mio corpo, che è polvere nella Via Lattea, che è un soffio nel tempo, così immensa.
Pensare che posso fare, ciò che devo fare, ciò che ho scelto di fare, ciò che capita di fare ed avere spazio, avere sempre spazio per te.
Guardare una falce di luna che illumina anche il tuo capo ed i tuoi pensieri, invisibile luce d'unione.
Posare in un canto sogni, progetti e desideri, con una copertina addosso, al caldo, in un posto senza frastuono, chiuderli lì.

Forse mai li vivrò,
mai li dimenticherò, senza rimpianto.
Sperare che un sorriso, un sorriso vero, ti illumini gli occhi, gli stessi occhi che mi circolano nelle vene. E poi ancora ed ancora ed ancora.
Raccogliere la malinconia in una mano e poi soffiarci su, per farla tornare a volare nel vento, e nuovamente  camminare soffice,
un passo dopo l'altro.
Rammentare il tuo odore col mio, le tue forme, l'inflessione della tua voce, il tuo sesso,  le parole,  i cammini,  tutti i baci, le stazioni,  i pranzi, le lenzuola sgualcite, le urla,  la tua stretta,  i litigi, il mio nome sussurrato,  le lacrime,  le voglie,  la mimica del tuo volto, la carne.
Sapendo che se li ricordo sono, ancora sono.




AntigoneStella || 21:45 || martedì, 11 settembre 2007
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Nella categoria : amore, frammenti, nuvola, io - Permalink

Non so se sto scrivendo per te
o per me
o per questo amore inespresso
o espresso male
o sognato
o seppellito
o ancora da fiorire
o non amore
o dolore.

Cerco ancora i tuoi occhi.

Sto cercando di morirne.
AntigoneStella || 12:34 || lunedì, 30 luglio 2007
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Nella categoria : poesia, amore, nuvola - Permalink






Fuggi, fuggi mio cuore

non c'è scampo nè pietà
lascia qui la tua orma
come Arianna futura.
Posati lieve, lieve
un incavo aspetta.

AntigoneStella || 22:04 || venerdì, 23 marzo 2007
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Grozny

Nella categoria : amore - Permalink
"perche' ballate e vi fate l'acconciatura, visto che qua e' impossibile anche comprare da mangiare?"
"perche' magari oggi e' l'ultimo giorno che viviamo, e vogliamo amarlo quanto piu' possibile"

Grozny


Questi giorni, che mi hanno accompagnato verso il mio quarantesimo anno, li ho amati il più possibile, come posso, come riesco, al meglio delle mie capacità.
AntigoneStella || 19:05 || domenica, 22 ottobre 2006
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Nella categoria : amore, ricordi, frammenti, nuvola, dedicata - Permalink
Sull'aereo che mi riporta a casa, l'altoparlante annuncia le frasi di rito dell'atterraggio, attenti di qua, controllate di là, in caso di..... mi sveglia dal torpore, sonnacchio spesso in viaggio, provo, stretta fra le poltrone fatte solo per anoressiche e company, a stiracchiarmi un po', sono stata fortunata il posto è quello dell'uscita d'emergenza, anche le persone che non si sollevano troppo da terra come me, trovano conforto nello sgranchire le gambe, la coda dell'occhio mi avvisa....



... vedo solo le loro mani, sono mani avvezze al fare, che il tempo ha levigato e corroso, formano un piccolo semicerchio che interrompe il corridoio, piccola catena del sentire, dello sperare, del sorreggere.



Stanno così, unite e strette, si vede dallo sbiancarsi della pelle, fino a terra. Una goccia di intimità che mi si è stampata negli occhi.







Un giovane esploratore come tanti, bello, giovane, sorridente, sotto la magliettina attillata e il jeans sdrucito si vedono tutti i tuoi vent'anni che guizzano. Capello al vento, abbronzatura giusta, telefonino che deforma la tasca, occhiale da sole, esattamente come altri.



Solo una piccola macchia rossa ti svela. La porti cauto, senza imbelletti posticci, nè carta, nè fiocchi, nè cellophane.



Tra poco una creatura precisa sorriderà alla tua rosa e forse alla tua vita.







In questa città discreta, di gente che sussurra, chiede scusa, vuotata dalla calura estiva, sta esattamente di fronte a me seduta in un bus semideserto. Bisbiglia con un Uomo, ha occhi chiari senza trucco, un viso datato, capelli raccolti e un abito semplice. Non è particolarmente bella, neppure brutta, una donna come altre nel mondo. Non sento cosa Lui le dica, ma ad un tratto Lei reclina il capo leggermente e un sorriso che esce da ogni poro della pelle arriva fino a me.



Luce che conosco e riconosco.







In questo mondo, dove apparentemente tutto sembra vada in malora, L'Amore ancora esiste. O forse sono solo io che ho avuto il dono di ritrovarlo.





Se esiste un Dio, che ti benedica, "ciò che è dato, è reso".
AntigoneStella || 21:26 || mercoledì, 09 agosto 2006
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Nella categoria : amore, nuvola - Permalink

L'Amore è un connubbio indissolubile di felicità e dolore. Non sempre l'indirizzo è giusto o il tempo adatto. E' l'unica cosa che rende l'orrore sopportabile, nella disperata, reiterata e insoluta ricerca o ricordo di quell'attimo in cui la tua anima si è dissolta negli occhi di qualcuno. Ed è rifiorita: uguale ed altra. Tra le pieghe del suo rinnovarsi si nasconde tutta la vita.
AntigoneStella || 00:43 || venerdì, 07 aprile 2006
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Nella categoria : amore, assenza, imparare - Permalink
Non si impara ad amare da grandi.

Ci sono tempi che, se sono saltati paf... sono andati, via, spariti, volatilizzati, sfumati, svaniti... paf...bolle.

Non si impara ad amare da grandi.

Quando hai passato l'infanzia a nasconderti sotto coltri di coperte, fino a quando hai scoperto la potenza delle parole, delle non dette. "Non li ho io i genitori" e intorno calava il silenzio. E la presunzione di avere capito. Erravate sempre. Tutti.

Non si impara ad amare da grandi.

Quando devi tirare fuori dal cappello ciò che hai. E nei tuoi ricordi non c'è una, dicasi una, parola d'amore che venga da lei, lei senza la quale non saresti qui.

Non si impara ad amare da grandi.

Neppure a 16 anni, quando i primi occhi bruni che ti sfarfallano lo stomaco, non hanno edipi a cui rifarsi.

Non si impara ad amare da grandi.

E già tanto se ti hanno tirato fuori, con la dolcezza di una lavanda gastrica, tutti i veleni assorbiti in 17 anni, quando questo lo avevi già capito.

Non si impara ad amare da grandi.

A 28 forse, quando l'amore, desiderio, passione, delirio, follia, ti pesca nella sua rete? Neppure, non c'è coppia nel tuo immaginario che non sia violenza più o meno cruda.

Non si impara ad amare da grandi.

Quando l'unico atto creativo che madre natura nella sua magnificenza dona, tu lo hai negato. Per paura. Di non saper amare, come sempre. Neppure te stessa.

Non si impara ad amare da grandi.

Lo vuoi imparare? Almeno questo? Te lo hanno insegnato in tanti, ma tu sei una pessima scolara.

Non si impara ad amare da grandi.

dovresti essere grande abbastanza da impararlo.

Non si impara ad amare da grandi.

Non ci sono tempi supplementari, né corsi di recupero, né lezioni private, né terapie che suppliscano. Aveva ragione il grande Sigmund, a 6 anni la storia è scritta.

La mia a 6 anni era un'immensa cancellatura, nera.





Ps: Ognuno di voi lettori faccia di queste parole ciò che crede: le butti nel water o le conservi, le ignori o le doni, le dileggi o le accolga. Vi prego, niente pietà. Ne conosco la puzza da sempre, ed è l'odore peggiore del mondo, meglio l'odio, almeno profuma di vero.

AntigoneStella || 21:44 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : amore - Permalink
Il mondo non scompare, si contrae, si amplifica, si concentra, si dilata, si infiamma, si inalbera, si scompone, si acquieta, si pacifica, si colora, ma non scompare. Come io, cambio e non scompaio a me stessa, volteggio. In bilico, in punta di piedi, sommessamente, silenziosamente. Trattengo. Non per egoismo nè per paura, solo per sentire dentro di me il mio animo che muta, insieme al mio cuore. Forse, invece, il mondo si forgia, si crea, appare in tutta la sua magnifica bellezza. E io ne faccio parte, fosse anche solo per pochi stupefacenti e misteriosi attimi. Il mondo non scompare, vive.
AntigoneStella || 21:42 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : amore, frammenti, viandante - Permalink
Ho fatto 14 traslochi in dieci anni, da solo 4 anni pago un mutuo di casa, MIA, piccola, proletaria, ma mia. E' dentro questa "tana della lupa" al riparo da queste mura, dentro questi 40 mq scarsi sto a casa. Ma non mi sento a casa, che la mia è il mondo, un universo vagante di uomini e donne dentro il cui cuore ed animo in qualche modo esisto, vivo e amo. E la mia di casa è abitata da tanti esseri, alcuni ombre, altri fantasmi, tutti reali. La mia porta funziona solo in entrata, da qui non si esce.
AntigoneStella || 21:35 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : amore, frammenti - Permalink
Un animale in gabbia, ma di quelli che anche se apri la porta non sanno più reagire e restano lì seduti, arresa. Annegata in un mare di lacrime mai versate, cieca di luci solo conosciute e che mai hanno abbagliato, perdente. Neppure la rabbia è sufficiente, neppure la voglia di staccare, spine, telefoni, tv, libri, pensieri, ricordi, poesie, speranze, tutto sembra un gran calderone fumante color grigio, nè caldo nè freddo, sola. Risparmiatemi almeno le retoriche false e ipocrite quanto inutili sul tempo che lenisce e il domani che è un altro giorno, ci sono parole che conosco solo dal dizionario e che mai hanno abitato qua. 
AntigoneStella || 21:33 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : amore, parole altrui, scrittori - Permalink
Leggere, aspirare, prosciugare, assorbire tutto, che i libri sono mondi creati da altri e ricreati da ogni lettore, lode a chi inventò questo superbo modo di transitare tra pensieri, atmosfere ed emozioni appartenuti a tempi e universi così disparati. Avere sempre in borsa un libro significa non essere mai soli, mai. Voglio tingermi dei colori dei libri fino all'ultimo respiro, intrisa di cambiamenti molecolari impercettibili e nel mio universo grandiosi. Parole che si accatastano l'una dentro l'altra e si spostano e si scelgono e si impongono.... io le amo. Anche quando nella mia testa litigano. Io le amo. Anche quando si nascondono e non si fanno trovare. Io le amo. E amo chi le scrive e chi le dona e chi le stampa e chi le vende. Leggere mi è necessario come respirare.
AntigoneStella || 21:26 || domenica, 29 gennaio 2006
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Nella categoria : amore, amici, domande, dedicata - Permalink
Vorrei Elio, dalle grandi braccia forti e la risata tonante, mi mancano le sue battute e il suo senso della vita, i suoi consigli e la sua pazienza, il suo amore per il tango e per il mare, la sua capacità di ascoltarti e la facilità nel capirti, la sua rossa barba e i suoi capelli, la sua tenacia e la sua dolcezza. Mi mancano la sua voce e le sue parole, sempre così saggie. Non te lo sei portato via troppo presto Dio? Si lo so che lassù ti servono persone come Elio, ma anche quaggiù sai, anche noi ne abbiamo tanto bisogno.

AntigoneStella || 21:16 || domenica, 29 gennaio 2006
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