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La sposa cadavere





"Resta con lei. E pazienza per me. Io sono già morta, tanto.
Io sono morta quel giorno, molto tempo fa.
Tu resta con lei.
Hai conosciuto il mio amore e io il tuo.
Adesso vado.
Grazie, è stato molto.
Adesso vado, ecco, guarda: me ne sono già andata via,
volando come queste farfalle"


Film Tim Burton
Parole Concita De Gregorio
AntigoneStella || 00:17 || martedì, 24 novembre 2009
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Acronimi

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Anche

Moribonda
Ondeggerò
Rimembrando
Essere


Senza
Incedere


Nonostante
Oltraggi



Poiché
Amore
Tace
Tutto
Incondizionatamente

AntigoneStella || 20:14 || sabato, 26 aprile 2008
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I hope

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Spero che tu sia contento adesso
vedo che non senti il dolore per niente
almeno così sembra
mi chiedo cosa tu stia facendo adesso
mi chiedo se pensi a me qualche volta
Hai sempre gli stessi atteggiamenti?
O quei modi di fare sono per qualcun altro?
Spero che tu sia contento adesso

Solo perchè tu stai bene
non significa che hai ragione
solo perchè tu stai bene
ti voglio ancora qui stanotte

E' possibile trovare ancora la risata in te?
Lo capisco attraverso tutti i sorrisi
che sono così belli

hai ancora gli stessi amici adesso?
Per fumare via i tuoi problemi e la tua vita
oh ti ricordi di me?
L'unica che ti ha fatto
ridere prima di piangere
spero che tu sia felice adesso.


Si, lo spero, me lo auguro con tutto il cuore, tutto quello rimastomi.
A brandelli, lacerato, disilluso, ferito, ma pulsante, vivo.

"Spero che tu sia felice adesso".

Con quello che posso, che ho, ed anche quello che non riesco e non so dare.

AntigoneStella || 21:36 || martedì, 22 aprile 2008
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Compagna di viaggio



Pochi fan questa via; non perché il buio
li spaventi, ma solamente vengono
qui riluttanti perché hanno paura
di trovare, infittendosi la tenebra,
ciò che si son lasciati dietro a casa,
a succhiarsi le guance al focolare,
quella paralizzante Indecisione
dalla cui testa danzante si sono
precipitosamente dileguati,
solo per ritornare ad incontrarla,
afferrando con la fredda mano
al polso dell'Azzardo, per cadere con lui,
compagno della vecchia e nuova sorte.

Edna St. Vincent Millay



La tua mano meravigliosa P. invece era calda e forte, nonostante tremasse con la mia voce, leggiadro specchio di una realtà rivoltata sotto diverse luci, diverse le vite, i vissuti, i tempi, gli odori, stessa l'Intensità, ma quella non è continua, è discreta, salta come gli elettroni,
o sta lì o là, o c'è o non c'è.
In te io che l'ho sentita, ieri ho avuto il dono di sfiorarla, re-incontrando la mia.
Grazie tenera e forte P. compagna di viaggio.


AntigoneStella || 18:04 || lunedì, 07 aprile 2008
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Nancy

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Per Apepam e non solo...




Un po' di tempo fa Nancy era senza compagnia
all'ultimo spettacolo con la sua bigiotteria.

Nel palazzo di giustizia suo padre era innocente
nel palazzo del mistero non c'era proprio niente
non c'era quasi niente.

Un po' di tempo fa eravamo distratti
lei portava calze verdi dormiva con tutti.

Ma cosa fai domani non lo chiese mai a nessuno
s'innamorò di tutti noi non proprio di qualcuno
non proprio di qualcuno.

E un po' di tempo fa col telefono rotto
cercò dal terzo piano la sua serenità.

Dicevamo che era libera e nessuno era sincero
non l'avremmo corteggiata mai nel palazzo del mistero
nel palazzo del ministero.

E dove mandi i tuoi pensieri adesso trovi Nancy a fermarli
molti hanno usato il suo corpo molti hanno pettinato i suoi capelli.
E nel vuoto della notte quando hai freddo e sei perduto
È ancora Nancy che ti dice - Amore sono contenta che sei venuto.

Sono contenta che sei venuto.
AntigoneStella || 19:49 || mercoledì, 26 marzo 2008
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No, grazie


Per Te, che mi hai capita da due semplicissime parole, grazie.



"LE BRET: Se tu provassi a mettere un po’ da parte questo tuo animo da moschettiere, Cirano, il successo e gli onori ti…
 
CIRANO: E che dovrei fare? Cercarmi un protettore? Trovarmi un padrone? Arrampicarmi oscuramente, con astuzia, come l’edera che lecca la scorza del tronco cui si avvinghia, invece di salire con la forza? No, grazie.
Dedicare versi ai ricchi come qualsiasi opportunista? Fare il buffone nella speranza vile di vedere spuntare sulle labbra di un ministro un sorriso che non sia minaccioso? No, grazie.
Mandar giù rospi tutti i giorni? Logorarmi lo stomaco? Sbucciarmi le ginocchia per il troppo genuflettermi? Specializzarmi nel piegare la schiena? No, grazie.
Accarezzare la capra con una mano e annaffiare il cavolo con l’altra?
Avere sempre a portata di mano il turibolo dell’incenso in attesa di potenti da compiacere? No, grazie.
Progredire di girone in girone, diventare un piccolo grande uomo da salotto, navigare avendo per remi madrigali e per vele sospiri di vecchie signore? No, grazie.
Farmi pubblicare dei versi a pagamento dall’editore Sercy? No, grazie.
Farmi eleggere papa da un concilio di dementi in una bettola? No, grazie.
Affaticarmi per farmi un nome con un sonetto invece di scriverne degli altri? No, grazie.
Trovare intelligente un imbecille?
Essere angosciato dai giornali e vivere nella speranza di vedere il mio nome apparire sulle riviste letterarie? No, grazie.
Vivere di calcolo, ansia, paura?
Anteporre i doveri mondani alla poesia, scrivere suppliche, farmi presentare? No, grazie.
Grazie, grazie, grazie, no!
Ma invece… cantare, ridere, sognare, essere indipendente, libero, guardare in faccia la gente e parlare come mi pare, mettermi - se ne ho voglia - il cappello di traverso, battermi per un sì per un no o fare un verso!
Lavorare senza curarsi della gloria e della fortuna alla cronaca di un viaggio cui si pensa da tempo, magari nella luna! Non scrivere mai nulla che non sia nato davvero dentro di te!
Appagarsi soltanto dei frutti, dei fiori e delle foglie che si sono colte nel proprio giardino con le proprie stesse mani!
Poi, se per caso ti arriva anche il successo, non dovere nulla a Cesare, prendere tutto il merito per te solo e, disprezzando l’edera, salire - anche senza essere né una quercia né un tiglio- salire, magari poco, ma salire da solo!"

 Cyrano de Bergerac  Rostand

No, grazie
AntigoneStella || 21:03 || lunedì, 10 marzo 2008
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Baci esbaci

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S. mi ha fatto cercare tale Lamaque, a me ignota. Leggo.

Una signora voleva tanto dargli dei baci

non dico tanti, anche solo sette otto

(mila). Invece era proibito perciò non glieli dava.

Se però non fosse stato proibito glieli avrebbe dati tutti

dal primo all'ultimo.

A cosa servono i baci se non si danno?

 

A sapere che esistono. Non è poco.


AntigoneStella || 20:39 || lunedì, 10 marzo 2008
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Adrenalina, annessi e connessi

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Il test 2008 per Pat è quanto siano funzionali le sue ghiandole surrenali e il suo livello massimo tollerabile dell'adrenalina liberata, ogni giornata con la sua bella scarica, una volta è una crisi d'angoscia, un'altra l'auto non ritrovata la mattina all'alba per andare a lavoro, parcheggiata per benino in luogo certamente esente da veti, mentre fuori piove quasi e ci vogliono due bus per arrivare a guadagnarsi la pagnotta della giornata, ancora bei risvegli con sogni da incubo mentre morti vari si allettano a vivere in te o con viventi intoccabili , talvolta con sms da gelo puro, protocolli da implorare, risposte a diritti formalmente guadagnati vaghe,traballanti e soprattutto difficoltose da ottenere, telefonate stile water usa e scarica, mi chiedo se anche per questo ci sarà una pagella finale...che so una roba stile:
Diagnosi: l'epinefrina della paziente supera di 37654 volte il livello massimo del range di normalità (oddio quanto detesto questa parola), ne guadagna il suo metabolismo e la sua linea, sebbene ciò affatichi il cuore, quel che resta.
Prognosi: incerta.

 


Quando sei stanca e i sentimenti fuggono,
Quando lacrime sono nei tuoi occhi,
Io le asciugherò tutte;
Io sono sulla tua sponda.
Quando passi un brutto momento
E amici non hai accanto,
Io sarò per te
Come un ponte sopra acque agitate.

Quando sei triste e assente,
Quando ti trovi a mezza via,
Quando la sera scende cosi' scontenta
Io ti consolerò,
Io sarò dalla tua parte,
Quando viene l'oscurità
E il dolore è tutt'attorno,
Io sarò per te
Come un ponte sopra acque agitate.

Molla le ancore ragazza d'argento,
Naviga al largo.
Il tuo tempo sta iniziando a brillare.
Tutti i tuoi sogni sono in viaggio.
Non vedi come brillano.
Se hai bisogno di un amico
Io per te sto navigando lento.
Come un ponte sopra acque agitate
Cullerò la tua mente.

La canzone è per Te
AntigoneStella || 16:26 || martedì, 04 marzo 2008
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Grazie

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Devo ammettere che i vaffanculo di qualche post addietro sono decisamente inferiori ai Grazie che sento oggi


a Te, Uomo professionista, che mi tratti da Persona, sentendo il mio bisogno e non chiedendo mai, sempre disposto ad esserci, e a quel Fiore, così presto reciso, i cui occhi mi tengono spesso ancorata qui, su questo pianeta

a Te, che senza tante parole, accogli il mio parlare, il mio tacere, il mio piangere e persino il mio sorridere (incredibile ve'?), seppur perché lavoro, tuttavia con quel valore aggiunto che è  essere Persona con Persona

a Voi, cui aprendomi, state spalancando braccia avvolgenti, in cui rifugiarsi, sostenersi, aprirsi, denudarsi, accogliersi, ascoltarsi

a Te, eco tra echi di abbandoni vicendevoli, che resti tuttavia a dirmi che sono lì,  che esisto anche nella mia/tua/nostra  assenza/incapacità di a-mare

a Voi, piccolissime anime fragili, che date, senza sapere, più di quanto io non sappia/possa donarvi

a Te, che mia auguri, come tuo fare/essere sempre buona vita, cui tanto dolore ho provocato e che per-dono mi hai restituito

a Te, che condividi con me questo esilio, con poche parole e tanto esserci, nel tuo modo, a me così lontano e che sto imparando, che mi rimandi comunque piccoli gesti di quotidiano viversi, un sms di protezione, un messaggio scritto, il tuo linguaggio, di cui sono allieva, inesperta

a Voi, specchio di tutte le mie possibili strade mancate, che con il Vostro Dolore, devastante, incontenibile, mi insegnate , sebbene appaia il contrario, a sopportare e spero oltrepassare il mio, uno fra altri, grandi quanto il mio, né più né meno, solo diverso nel suo estrinsecarsi

ora è tardi, sono stanca, svuotata e non trovo Altri cui dedicare questo post, quindi ai Dimenticati, un sorriso ché mi è stato insegnato che "ciò che è dato è reso", a Te  che ciò mi dicesti, tempo addietro, un Grazie speciale




AntigoneStella || 23:30 || domenica, 02 marzo 2008
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Pace

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Baglioni

L'audio non è il massimo, ma le parole sono tra le più belle del mio panorama musicale


...e io ti chiedo perdono se
fratello a volte tu mi hai fatto male
io non potevo essere come te
un mago un angelo immortale

...pace a noi che abbiamo avuto tanto
da smarrir
la luce della semplicità...

...L'amico cadde mentre era in volo sopra un prato
e le sue ali non si aprirono
guida di quei poeti
che un giorno si smarrirono
lui si che mi trattò da uomo
e adesso e' andato...

...pace a te
per quello che mi hai dato
e per tutto cio' che tu
non mi desti mai...
AntigoneStella || 16:59 || lunedì, 25 febbraio 2008
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Parole


"Non lasciarti sgomentare dagli addii. Un addio è necessario prima che ci si possa ritrovare. E il ritrovarsi dopo momenti o esistenze, è certo per coloro che sono amici"

R.Bach

"Letterale" è parola che spesso mi hanno cucito addosso.
In parte ciò è vero, le parole sono pietre,
nonostante talora possano significare essenze diverse nei diversi interlocutori,
hanno un denominatore comune che ci renda possibile comunicare attraverso esse.
Ciao, salve, arrivederci, addio, buongiorno/sera/notte,
simili, non identiche, leggere inflessioni di senso, che non è detto sia necessariamente dato dalle parole nude e crude da dizionario.
Un Buongiorno può essere informale saluto di circostanza o un augurio di serenità per una persona cara,
i dettagli, fatti di suono, pause, inflessioni, toni, sono altrettanto veri se tra chi parla e chi ascolta c'è un filo cucito di dirsi e tacersi che significa.
Un Salve può essere giocoso saluto cumulativo o formale educato , ma distaccato relazionarsi,
Un Arrivederci può essere anche un Addio ovvero viceversa, ché si sa la strada di fra un minuto in poi è ignota, o un modo di addolcire un amaro fiele o di salutare senza farlo sapere.
Ciao
(libera interpretazione)

AntigoneStella || 12:29 || sabato, 23 febbraio 2008
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Lettera altra

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Tu mia fioca luce e mia grande ombra, sei l'immenso e il deserto.
E sebbene io sia una minuscola particella in questo incommensurabile universo, è tutto quel che ho.

Mi aggrappo, con unghie che non crescono e forza che invento per riscoprire me e te e il domani.
Non so il risultato, fa parte dell'incognito domani che spetta a me a te o forse no,
per fortuna o disgrazia non so.

Ho fatto, detto, sentito, provato, vissuto, amato, disperato, deluso, sognato,
inventato tutto ciò che potevo.

Non basta.
Non importa.
Portami nel cuore come in quello sguardo fra mari e delfini e coralli e scarpe di neve
e pianti e urla e carezze.

Ti amo, come posso, come riesco, come sono, come sei.
AntigoneStella || 20:28 || mercoledì, 20 febbraio 2008
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Rammenti ed oblii

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Pezzi scomposti di Vita che va e viene,
toglie e dona,
senza riuscire mai a comporre un filo
che tenga insieme questi frammenti
e che non laceri pelle,
carne, ossa ed intangibile che dentro muove.
Miei ed altrui.




In giro esistono rammendatori o sarte di Anime ?
AntigoneStella || 19:40 || mercoledì, 20 febbraio 2008
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Di coralli, piedi e delfini

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A guardare queste foto, con gli occhi di oggi, si potevano già vedere tutte le cose...


... Coralli stupendi, con dentro tutti i colori del mondo
come noi



l'unica foto che abbiamo insieme, piedi e direzioni diverse
come noi



delfini, meravigliosi animali, che però ci rammentano quanto fallace sia la memoria
come noi



Touchè
AntigoneStella || 20:30 || martedì, 12 febbraio 2008
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Di nuvole, cocci, ranocchie e colle

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Oggi è giorno rumoroso ed assordante, sommessamente dolente, dove l'alba ha portato in regalo un sogno (sogno?) che poi è una storia...


...Nel mondo del perfetto bionico è tutto improvvisamente tornato in ordine, come quando la fatina appariva alla cenerentola di turno che doveva compiere l'impresa impossibile di dividere in una sola notte un cumulo di tonnellate facendo la cernita tra 
grano e loglio, ed alla strega cattiva di turno non restava che l'amaro in bocca per l'impresa impossibile umanamente, ma ahilei sostenuta dall'eroina, sebbene con l'aiuto del suo angelo custode. Così non  le restava che inventare una nuova prova titanica per essere nuovamente smentita, ché si sa le favole sono a lieto fine.


Qui invece nel mondo dell'umano la nuvola si è dissolta, sarà stato il vento forse, e la ranocchia trasformata in stella, a mezzanotte, come in ogni favola che si rispetti, è precipitata al suolo ritornando ciò che era, peggio, piena di lividi e pezzi raffazzonati a furia di colla, benché si sia cercata la migliore in circolazione, tra tagli, frantumi, pezzi di specchio incistati e cocci persi , ne è uscito fuori un mosaico fra l'orrido e il pietoso, dipende dall'angolazione.



Una stranocchia diventata muta.
AntigoneStella || 15:34 || lunedì, 11 febbraio 2008
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Da lì a là

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”...io ** ***, fino alla luna  e ritorno e tutto in giro intorno al mondo..."

...da lì a là

AntigoneStella || 23:21 || mercoledì, 06 febbraio 2008
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Di nuvole, specchi, ranocchie e stelle

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Stasera è una notte strana, malinconica ma non disperata, con un sottofondo di tristezza e nostalgia che però lascia passare un fiato, ma respiro, una sera in cui mi va di raccontare una storia...




... la storia di una stella che si accocccolò su una nuvola




Era il tempo in cui gli specchi erano cattivi e rimandavano ogni giorno alla ranocchia il suo essere brutta, indesiderata ed inutile. 

Ma la ranocchia viveva dentro una splendida, immensa scatola di amianto e come Medusa rispondeva allo specchio gelandolo (e una vocina tuttavia dentro lei... ), rispondendo a tono pungente come un porcospino che mentre lei era brutta indesiderabile e inutile lui il signor specchio delle mie brame era vuoto e viveva solo di riflessi altrui senza avere un suo essere, fosse anche pessimo, così come tanto gli piaceva decantare.

Ma la ranocchia, aveva una animuccia rintanata in un angolino, che faceva capolino talora con piccoli, minuscoli errori, così sbaglio parola un dì nel rispondere allo specchio, figurarsi  per lui lasciarsi sfuggire tale splendida argentea occasione per rimarcare la sua potenza, e così lo specchio scrisse questa parola su se stesso, affinché la ranocchia lo vedesse ogni volta, ché anche la sua di animuccia recalcitrava.

Gracchiando con voce acuta, come usanza voleva, alla ranocchia venne di chiedere allo specchio di parlare ed inaspettatamente lo specchio posò la sua durezza e divento morbido.

Magneticamente soffice.

Tra mille titubanze lo specchio invitò la ranocchia e lei gli si accoccolò addosso.

E il mondo si capovolse, il dentro uscì fuori ed il fuori si nascose dentro. 

Un passante a caso, spettatore casuale avrebbe detto che una stella stesse risposando su una nuvola e che la nuvola non vedesse altro che quella unica flebile e piccola stella.

Però il mondo capovolto non resse a tanto ardire ( le vocine dentro continuano a cantinelare...) e la stella tornò ranocchia, ma non la stessa ranocchia, e la nuvola si irrrigidì nuovamente in specchio, tuttavia più benevolo. 

Ora ci sono una ranocchia, una nuvola, uno specchio ed una stella. e talora si confondono, perché la ranocchia pensa di parlare alla nuvola e si ritrova lo specchio, la nuvola cerca la stella e trova la ranocchia, casualmente nei sogni si rincontrano come in quel fulgido magico istante.

 Nell'attesa di una nuova copernicana parola errata.


AntigoneStella || 23:58 || lunedì, 04 febbraio 2008
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Fiducia ed inganno


"Noi possiamo essere ingannati soltanto quando ci fidiamo, nel momento in cui mi abbandono io metto le basi per essere tradito perché ogni fiducia assoluta chiama sempre l'inganno"

A.Carotenuto



Una gara a perdere dove non esiste vincitore, spirale assente schiacciata in cerchio ricorrente,
 dove ogni giro scava solchi più fondi in cui affoga l'Amore e il Dolore, piccolo, lento ed inesorabile suicidio di Sè.
Ci vuole uno scarto per non ripetere, infinitesimale, quasi impercettibile, un salto nel buio, fiducia ci vuole.


Questo dis-amore mi renderà migliore?

Non lo so, dire si è vana e assoluta presunzione, modo per esorcizzare il nero velo che avvolge il mio cuore, dire di no è altrettanto pretenzioso, 
senza risposta cammino all'interno, un viaggio a ritroso alla ricerca di un senso, con lo sguardo rivolto verso l'orizzonte.


 Cosa posso imparare, di me, di te, della vita?

Qualcosa, da spendere ancora nell'affi-darsi e se inganno sarà, sia accolto e benvenuto, vuol dire che ancora ho strada da macinare e tanto da imparare.

AntigoneStella || 21:36 || sabato, 01 dicembre 2007
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Rimbalzare

Nella categoria : parenti, nuvola, assenza, dedicata, io - Permalink

Rimbalzare
verbo che mi si addice proprio.

Dalla fatica più grande per il mio cuore che ho appena iniziato ai tuoi inspiegati silenzi, dalle parole di ieri perse chissà in quale refolo di vento agli egoismi ordinari di chi non ha nel suo vocabolario nessuna parola somigliante ad empatia, dalla fatica quotidiana per non vacillare alle luci sfavillanti dell'estrema festa in cui si è obbligati ad essere felici, dall'inerzia con cui fingi di lottare all'indifferenza di chi non ha più nulla da spremere, dalle telefonate/richieste di aiuto ai piccoli immensi scoramenti prima di dormire, dalla caciara infinita del giorno all'urlante vuoto della notte.

Gomma
impermeabile, pulente e rimbalzante

Fanculo
AntigoneStella || 17:38 || giovedì, 29 novembre 2007
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Esercitare l'umiltà

"Io voglio", "io questo non lo faccio", "ma di sabato?" "Dopo aver sgobbato tanto sui libri" "Per quattro soldi"

Penso che si dovrebbe, prima di aspirare a posizioni giuste per la nostra preparazione, o adeguate al nostro livello culturale o conformi alle nostre aspettative economiche chiedersi cosa si è realmente in grado di fare.
Credo si impari molto di più dallo svolgere un lavoro, fosse anche sottopagato e costruirsi un'indipendenza, che dovremmo saperlo noi che adulti ci tacciamo di essere, non è solo economica, che non ad aspettare che la tanto desiderata aspettativa ci bussi alla porta

"Plin plon, cercavamo proprio Lei perché facesse come minimo L'amministratore delegato..."

"Driiiiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnn  Salve, pianeta terra, anno 2007"

Penso che chiunque e qualunque esperienza possa arricchirci, non vedere la realtà o non accettarla non mi pare sia evolutivamente una mossa vincente.
Questo non vuol affatto dire che non si debbano perseguire i propri sogni o desiderata, solo che sporcarsi un poco le mani con la vita, fatta non solo di rosa, oltre a restituirci il valore di cosa si conquista ce ne dia dopo una doppia soddisfazione, quella di vedere tutti i gradini fatti con le proprie gambe, guardando avanti, con un grazie nel cuore per chi ci ha dato una mano.

AntigoneStella || 19:40 || domenica, 04 novembre 2007
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