imparare | Bordeggiando...

Calci nel cuore

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E' qui.
 Qui.
Nel centro esatto.
Preciso come un chirurgo.
Un altro.
Ancora.



AntigoneStella || 18:54 || venerdì, 02 maggio 2008
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Aneddoti


"Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: "Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda." La rana gli rispose "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!" "E per quale motivo dovrei farlo?" incalzò lo scorpione "Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!" La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto. "Perché sono uno scorpione..." rispose lui "E' la mia natura"


Esopo (probabilmente)

Si deve, per me almeno, ad un certo punto del Cammino, fare i conti con quello che si è, scotomizzando più possibile ciò che gli altri pensano tu sia o peggio debba essere, ciò che tu stesso vorresti essere e non sei e neppure sarai mai, ciò in cui puoi migliorare senza trasmutare, ciò che puoi sopportare di essere pur non piacendoti.

Amare la nostra Ombra, contraltare necessario per la Luce o viceversa.
AntigoneStella || 20:39 || mercoledì, 05 marzo 2008
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Alchimia


Ho da fare i compiti a casa. proprio così, però potrei anche scegliere di non farli,
sembra una banale sottigliezza, ma non lo è.

Mi rimandi sempre, da tempo, alla mia consapevolezza, all'illuminare  le luci sfolgoranti mie tenute in ombra, alla determinatezza che mi è stata alleata, madre, padre, confidente, stampella,  per lustri e mi lasci libera. di farlo o meno,
ché la Vita è mia e mia soltanto. 

E posso decidere se lanciarla dall' 8° piano o aprirla alle carezze altrui,
se anestetizzarla con i mille  e mille più uno antidoti farmacologici e naturali
ovvero riempirla di senso, nonostante il vuoto, che è. 

Quello primario, che nessuna presenza, o assenza presente,
o presente assenza potrà mai colmare.

Elloso. Accirbideccolina (ché sono edulcorata altrimenti altro sarebbe il lemma).

 Arianna aveva un filo, ma io sono Penelope, tesso e disfo,
un passo avanti tre indietro, sette salti in là e dodici rimbalzi in qua.

Il  re è nudo, che lo si dica, lo si celi, lo si sublimi, lo si inventi differente, sempre nudo è.

Così come il mio desiderio che nudo anela una pelle nuda, non a caso, una, precisa,
con nome, odore, storia, calore, languore, tepore, una,
perché terra ed aria si contamino per dar vita ad un fuoco che nessuna acqua possa spegnere.

La tua pelle e la mia.
Nel sublime silenzio parlante che avvolge come un guanto misurandosi con la forma dell'altro,
senza violarlo.

Alchimia.
AntigoneStella || 19:57 || venerdì, 08 febbraio 2008
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15 P

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Patrizia prima pensa, poi parla, poiché pure poche parole poco pensate possono portare parecchie pene.
AntigoneStella || 16:16 || mercoledì, 23 gennaio 2008
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Fiducia ed inganno


"Noi possiamo essere ingannati soltanto quando ci fidiamo, nel momento in cui mi abbandono io metto le basi per essere tradito perché ogni fiducia assoluta chiama sempre l'inganno"

A.Carotenuto



Una gara a perdere dove non esiste vincitore, spirale assente schiacciata in cerchio ricorrente,
 dove ogni giro scava solchi più fondi in cui affoga l'Amore e il Dolore, piccolo, lento ed inesorabile suicidio di Sè.
Ci vuole uno scarto per non ripetere, infinitesimale, quasi impercettibile, un salto nel buio, fiducia ci vuole.


Questo dis-amore mi renderà migliore?

Non lo so, dire si è vana e assoluta presunzione, modo per esorcizzare il nero velo che avvolge il mio cuore, dire di no è altrettanto pretenzioso, 
senza risposta cammino all'interno, un viaggio a ritroso alla ricerca di un senso, con lo sguardo rivolto verso l'orizzonte.


 Cosa posso imparare, di me, di te, della vita?

Qualcosa, da spendere ancora nell'affi-darsi e se inganno sarà, sia accolto e benvenuto, vuol dire che ancora ho strada da macinare e tanto da imparare.

AntigoneStella || 21:36 || sabato, 01 dicembre 2007
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Esercitare l'umiltà

"Io voglio", "io questo non lo faccio", "ma di sabato?" "Dopo aver sgobbato tanto sui libri" "Per quattro soldi"

Penso che si dovrebbe, prima di aspirare a posizioni giuste per la nostra preparazione, o adeguate al nostro livello culturale o conformi alle nostre aspettative economiche chiedersi cosa si è realmente in grado di fare.
Credo si impari molto di più dallo svolgere un lavoro, fosse anche sottopagato e costruirsi un'indipendenza, che dovremmo saperlo noi che adulti ci tacciamo di essere, non è solo economica, che non ad aspettare che la tanto desiderata aspettativa ci bussi alla porta

"Plin plon, cercavamo proprio Lei perché facesse come minimo L'amministratore delegato..."

"Driiiiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnn  Salve, pianeta terra, anno 2007"

Penso che chiunque e qualunque esperienza possa arricchirci, non vedere la realtà o non accettarla non mi pare sia evolutivamente una mossa vincente.
Questo non vuol affatto dire che non si debbano perseguire i propri sogni o desiderata, solo che sporcarsi un poco le mani con la vita, fatta non solo di rosa, oltre a restituirci il valore di cosa si conquista ce ne dia dopo una doppia soddisfazione, quella di vedere tutti i gradini fatti con le proprie gambe, guardando avanti, con un grazie nel cuore per chi ci ha dato una mano.

AntigoneStella || 19:40 || domenica, 04 novembre 2007
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E' Tempo

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E' tempo.

Di camminare senza mani a tenere, sapendo che sono lì tuttavia.

E voglio ancora consumar suole ed imparare e rivedere lucciconi e sorrisi,
come oggi.

Un grazie a tutti coloro che, donandomi un pezzo di vita, spesso doloroso, mi insegnano.

Lo incornicio quel pezzo di carta che mi dichiara, da tempo ormai, dott.ssa.
Adesso lo sento mio.

E' tempo.
AntigoneStella || 14:23 || sabato, 27 ottobre 2007
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Ommini, ominicchi e quaquaraquà



Aveva ragione Totò, esistono Omminni, ominicchi e quaquaraquà.


Riunione al ***

"...si dovrebbero rivedere le attività settimanali del *** e calendarizzarle, abbiamo pensato a: x lunedì, a  y mercoledì, a z ..."

"Io sono disponibile il sabato mattina, non tutti i sabati però"

"Benissimo!, beh certo, diciamo ogni due settimane"

"Ci possiamo pensare sopra a cosa fare"

Fine riunione, colloquio a due

"Pensavo di mettere su una cosa che mi piaccia e che sia in grado di portare avanti, avevo pensato ad un laboratorio di lettura, con questo libro (titolo) o quest'altro (titolo) ad esempio, spunto per poi aprire spiragli di conversazione"

"mmm perchè non alzare il livello, con R*ove*re*do"

"Stupendo!, Io lo adoro, ho letto tutto di lui, tranne l'ultimo, ma provvedo appena esce in economica, non vorrei fosse troppo difficile"

"Capri*ole in sa*lita" è triste, si, ma lascia un messaggio di speranza"

"Hai ragione, non ci avevo pensato"

"Aspetta che lo chiamo è mio amico... tic tic tic... ciao Pi*no, come stai, disturbo?... Ti ho telefonato perché volevo dirti che in questo posto dove lavoro, che tu sai bene, arrivato delle stelle, ecco ora c'è qui una *** che vorrebbe fare un laboratorio di lettura con un tuo libro ecco te la passo...."

"Ehm... salve, sono Pat , una sua lettrice, mi piacerebbe, se Lei fosse disponibile fare questo e quest'altro , sarebbe bello ed interessante avere la sua presenza..."

"
Ma diamoci del tu, non c'è nessun problema, basta che lo sappia prima, ché  vado spesso in giro per i libri.."

"Allora posso ridisturbarLa, ehm chiamarti... per mettere a punto la cosa, mi faccio lasciare il cellulare da N. , che userò con parsimonia, così ci accordiamo?"

"Senza nessun problema..."

"Ciao"

"Ciao".

Ommini, ecco.
A cui la fama e il danaro non hanno tolto l'umanità.
Che fanno ancora cose per altri senza alcun compenso,
che non hanno criteri di verticalità nel relazionarsi,
che sono persone prima di essere un titolo, una carica, una professione,
che hanno salito scale e rammentano cosa sia scenderle.
E tendono una mano a chi è dietro.

Sono le persone a fare i titoli, non il contrario.

Mi compro il tuo ultimo senza attendere l'edizione economica. Ecco.



Grazie N.

AntigoneStella || 23:41 || venerdì, 28 settembre 2007
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Imparare, dis-imparare e re-imparare

Dopo un po' tu impari la sottile differenza tra tenere una mano e incantare un'anima

E impari che amare non significa possedere e che stare insieme non significa sicurezza

E incominci a imparare che i baci non sono un contratto e che i doni non sono promesse

E incominci ad accettare la sconfitta a testa alta e ad occhi aperti con la grazia di una donna e senza il dolore di un bambino

Ed impari a costruirti la tua strada giorno dopo giorno perché il terreno di domani è troppo incerto per un programma e i piani futuri falliscono sempre a metà strada

Dopo un po' tu impari che anche il sole può scottare se gli si chiede troppo

Così coltivi il tuo giardino e fai bella la tua anima senza aspettare che qualcuno ti porti i fiori

E tu impari che davvero puoi farcela che davvero sei forte che davvero vali

E tu impari

E tu impari

Nonostante gli addii

Tu impari   



Non ho imparato tutto ciò. Sono tarda oltre che tes(tarda). Non capisco una marea di cose. Tante le comprendo, ma non le digerisco lo stesso. Commetto oceani di sbagli. Azzecco persino qualcosa.
Sono umana, miseramente umana, in un mondo di bionici.

Certo, fa male ascoltare le amarezze circolare nelle vene,  vedere  svanire l'arcobaleno, annusare nulla che sappia di casa, gustare pietre e toccare gelo.

Sentire è differente.
AntigoneStella || 21:33 || giovedì, 20 settembre 2007
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E se non posso...


Da un blog chiuso

"
e se non posso lenire un dolore, lo addomesticherò. lo sfiancherò, nel mio abito a fiori. lo ballerò, senza evitarlo. ne farò una passione"
AntigoneStella || 21:46 || giovedì, 13 settembre 2007
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E' calato anche l'ultimo velo, lasciando solo un paesaggio desolato, arido e stucchevole.

Pensavo, quante cose pensavo, che tu fossi l'unica parente a cui mi legava anche un sentimento d'affetto. Erravo, perchè quando arrivano i nodi, quelli seri e gravi, lì, solo lì ,capisci con chi hai a che fare. Mi spiace aver disturbato il tuo/vostro sonno da giusti, sarà mia cura non interessarmi più.

Forse neppure io sono meglio, nonostante la varichina usata puzzo di fogna, daltronde è da lì che vengo.
AntigoneStella || 06:03 || lunedì, 21 maggio 2007
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40 anni persi.

Non ho ancora imparato a distinguere un sole da un gira-sole. 

E continuo a voltarmi senza raccogliere alcun calore.


AntigoneStella || 20:56 || sabato, 19 maggio 2007
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Il dito e la luna


Un potente guerriero, a capo del suo esercito, invase un paese vicino. Preceduto dalla sua reputazione, nessuno si azzardava a contrastarlo e avanzava attraversando regioni deserte. Tutti fuggivano davanti a lui.


   Un giorno, in un paesino, entrò in un tempio e scoprì un uomo dall'età indefinibile, seduto, impassibile, nella posizione del loto. Il guerriero, interpretando la presenza immobile dell'anziano come un gesto di sfida, infuriato, sguainò la spada.

  "Sai chi hai davanti, vecchio imprudente? Potrei trafiggerti il cuore con questa spada senza battere ciglio".

   Senza ombra di preoccupazione, l'anziano gli rispose:

   "E tu, sai chi hai davanti? Io posso farmi trafiggere il cuore senza battere ciglio".







Tratto da "Il dito e la luna" di Alejandro Jodorowsky


AntigoneStella || 09:58 || mercoledì, 16 agosto 2006
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Ciao Franco, maestro di molte battaglie, tante perse qualcuna vinta. Combattere, combattere sempre, vincere con orgoglio, perdere con dignità, sapendo di avere dato tutto il possibile. E rialzarsi, e ricominciare.

Continua ad allenarti, affila gli shinai, che prima o poi tornerò a sfidarti.

Domo arigatò.
AntigoneStella || 16:17 || sabato, 25 marzo 2006
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E se fosse? Che sono giunta a destinazione? Che ho scrutato tutto il mio conoscibile? Se fosse? Ho conosciuto il vento, l'odio, la fatica, il gusto del gelato, l'ebbrezza del volo, il silenzio, l'amicizia, la nutella, l'insonnia, l'arcobaleno, l'odore del mare, l'oriente, l'Amore, il disprezzo, la bellezza, la disperazione, la viltà, la neve, la tenerezza, la sconsideratezza, il kendo, gli abissi, i musei, la musica, la parola,il coraggio, le stelle, te. Se fosse? Che non c'è più nulla da scoprire, da amare, da vedere, da sognare? Dormire, dormire, dormire...
AntigoneStella || 22:31 || venerdì, 17 marzo 2006
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netto a pagare: 1,00 euro



abbiamo tolto le vacanze, si vive anche senza, le pizze fuori, si mangia a casa, i cinema, non sono indispensabili, il parrucchiere, vado bene anche così, gli abiti, possono ancora andare... a furia di togliere ho dimenticato cosa voglia dire sognare.
AntigoneStella || 21:48 || domenica, 29 gennaio 2006
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1,2,3,....36, 37, 38....

ma.. come ci sono arrivata? E soprattutto cosa ho imparato?

I miei bilanci sono sempre sbilanciati, fuggono cifre che si spargono sul tavolo o si nascondono sotto la sedia, insomma non li acchiappo mai i totali. E alcune voci sono decisamente in rosso fisso e da troppo tempo. L'unica all'attivo risulta essere la voce cuore, sebbene tu sia tanto lontano e io mi senta molto sola. Ma l'ho scelto e lo rivendico, per non dover avere troppi debiti alla voce ipocrisia. Sogno almeno un bilancio in pareggio, chissà magari prima della dentiera.
AntigoneStella || 21:47 || domenica, 29 gennaio 2006
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Vi guardo, siete così belli insieme, tenerezza infinita. Una cosa che non so, non ho voluto conoscere, non ho avuto il coraggio di sapere. Una ferita nonostante tutto. Nonostante la convinzione e la saggezza delle scelte. La fatica di portarla, il desiderio di riprovarci, il sapere che mi paralizzerebbe la paura. La cosa, forse l'unica, che mi terrorizza davvero, fino ad ogni cellula di pelle. Specializzata in complicazioni, non riesco a vivere le cose semplici.

Insegnami, io ci devo parlare con questo inesploso, ma vivo desidero. Prendimi per mano, o in braccio, come si fa con i bimbi ed insegnami.
AntigoneStella || 21:47 || domenica, 29 gennaio 2006
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Non si impara ad amare da grandi.

Ci sono tempi che, se sono saltati paf... sono andati, via, spariti, volatilizzati, sfumati, svaniti... paf...bolle.

Non si impara ad amare da grandi.

Quando hai passato l'infanzia a nasconderti sotto coltri di coperte, fino a quando hai scoperto la potenza delle parole, delle non dette. "Non li ho io i genitori" e intorno calava il silenzio. E la presunzione di avere capito. Erravate sempre. Tutti.

Non si impara ad amare da grandi.

Quando devi tirare fuori dal cappello ciò che hai. E nei tuoi ricordi non c'è una, dicasi una, parola d'amore che venga da lei, lei senza la quale non saresti qui.

Non si impara ad amare da grandi.

Neppure a 16 anni, quando i primi occhi bruni che ti sfarfallano lo stomaco, non hanno edipi a cui rifarsi.

Non si impara ad amare da grandi.

E già tanto se ti hanno tirato fuori, con la dolcezza di una lavanda gastrica, tutti i veleni assorbiti in 17 anni, quando questo lo avevi già capito.

Non si impara ad amare da grandi.

A 28 forse, quando l'amore, desiderio, passione, delirio, follia, ti pesca nella sua rete? Neppure, non c'è coppia nel tuo immaginario che non sia violenza più o meno cruda.

Non si impara ad amare da grandi.

Quando l'unico atto creativo che madre natura nella sua magnificenza dona, tu lo hai negato. Per paura. Di non saper amare, come sempre. Neppure te stessa.

Non si impara ad amare da grandi.

Lo vuoi imparare? Almeno questo? Te lo hanno insegnato in tanti, ma tu sei una pessima scolara.

Non si impara ad amare da grandi.

dovresti essere grande abbastanza da impararlo.

Non si impara ad amare da grandi.

Non ci sono tempi supplementari, né corsi di recupero, né lezioni private, né terapie che suppliscano. Aveva ragione il grande Sigmund, a 6 anni la storia è scritta.

La mia a 6 anni era un'immensa cancellatura, nera.





Ps: Ognuno di voi lettori faccia di queste parole ciò che crede: le butti nel water o le conservi, le ignori o le doni, le dileggi o le accolga. Vi prego, niente pietà. Ne conosco la puzza da sempre, ed è l'odore peggiore del mondo, meglio l'odio, almeno profuma di vero.

AntigoneStella || 21:44 || domenica, 29 gennaio 2006
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Ho sempre fatto una fatica incredibile a distinguere queste parole, che per me sono un tutt'uno. Non si può fare a meno di fare né l'uno, né l'altro, quasi sempre insieme. Ho imparato, imparò ed imparerò fino al mio ultimo respiro. Altri sicuramente hanno imparato da me, e già questo è un pensiero sufficiente a dare calore all'anima.

Da mia nonna - la fermezza

Da mia zia Teresa - la freddezza

Da Suor Domenica - l'amore per la lettura

Da mia madre - cosa non essere

Da mio padre - l'uso strumentale delle relazioni

Da mio fratello - quanto sia facile precipitare nel baratro

Da Elena - la difficoltà di guardarsi dentro

Dalla ciurma di nipoti - l'affetto incondizionato

Dai professori - che la cultura è l'unica arma utile

Dal mio Maestro - a non arrendermi

Da Santi - a non temere la mia femminilità

Da Sergio - a non aver paura ad essere differente

Da Adriana e Omar - l'Amore

Da Cettina - la stima che è senza tempo e senza spazio

Da Gaia - ad amare ogni millesimo di questa vita che ci è dato di vivere, sia esso magnifico sia esso miserrimo

Da Guido - la dignità del dolore

Dai coniugi XXX - a non farmi calpestare

Dal prof Purghè - la fiducia nei miei mezzi

Da Ro' - ad accettare le varie me

Da Andrea - la speranza

Dai "miei" pulcini - a meravigliarmi perennemente

Da Antonella - a prendermi cura di me

Da altri, che percorrono con me tratti di vita, prenderò ciò che vorrano darmi, darò ciò che posso.

A tutti, grazie.
AntigoneStella || 21:44 || domenica, 29 gennaio 2006
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