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7.03.2001.
Una voce in sottofondo, il caos dentro il cuore,
la consapevolezza della mente, il cuore ostinatamente divergente,
un amore sciupato, il dolore riaffiorato,
il sole che splende, una lacrima che stride,
un antico vecchio dolore presente.
Oh Fortuna
cangi di forma come la luna,
sempre cresci o cali;
l’odiosa vita ora abbatte ora conforta
a turno le brame della mente, dissolve come ghiaccio miseria e potenza.
Sorte possente e vana,
cangiante ruota,
maligna natura,
vuota prosperità che sempre si dissolve,
ombrosa e velata sovrasti me pure;
ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda.
Le sorti di salute e di successo ora mi sono avverse,
tormenti e privazioni sempre mi tormentano.
In quest’ora senza indugio risuonino le vostre corde;
come me piangete tutti:
a caso ella abbatte il forte!
La Sorte è mutevole
Mi esprimo senza parole compiute, uso le altrui, le mie sono sconnesse, come me.
Non è tempo.
Verrà.
Spero.
Perché essere felici
per una vita intera
sarebbe quasi
insopportabile
forse è meglio dondolarsi
tra l'estasi e la noia
cercando le risposte
più plausibili
com'era l'albero
così sarà il frutto dolce pensiero di vivere
tutto
non può essere mai come ieri
mai più la stessa storia
non può essere mai come ieri
mai quella stessa gloria su, vieni e riabbracciami
se ti ho perso è stato
solo per un attimo
ci sono infinite cose
deliziose
così vicine agli occhi
che non le sai vedere
quanto tempo abbiamo perso
inutilmente
seguendo dei percorsi
inevitabili
com'era l'albero
così sarà il frutto
dolce pensiero di vivere
tutto
non può essere mai come ieri
mai più la stessa storia non può essere mai come ieri
mai quella stessa gloria
su, vieni e riabbracciami
se ti ho perso è stato
solo per un attimo
non può essere mai come ieri
mai più la stessa storia non può essere mai come ieri
mai quella stessa gloria
su, vieni e riabbracciami
se ti ho perso è stato
solo per un attimo
perché essere felici
per una vita intera
sarebbe quasi insopportabile
Spero che tu sia contento adesso
vedo che non senti il dolore per niente
almeno così sembra
mi chiedo cosa tu stia facendo adesso
mi chiedo se pensi a me qualche volta
Hai sempre gli stessi atteggiamenti?
O quei modi di fare sono per qualcun altro?
Spero che tu sia contento adesso
Solo perchè tu stai bene
non significa che hai ragione
solo perchè tu stai bene
ti voglio ancora qui stanotte
E' possibile trovare ancora la risata in te?
Lo capisco attraverso tutti i sorrisi
che sono così belli
hai ancora gli stessi amici adesso?
Per fumare via i tuoi problemi e la tua vita
oh ti ricordi di me?
L'unica che ti ha fatto
ridere prima di piangere
spero che tu sia felice adesso.
Si, lo spero, me lo auguro con tutto il cuore, tutto quello rimastomi.
A brandelli, lacerato, disilluso, ferito, ma pulsante, vivo.
"Spero che tu sia felice adesso".
Con quello che posso, che ho, ed anche quello che non riesco e non so dare.
E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
e poi scuse e accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi ridi vivi o sei perduta
col tuo ordine discreto dentro il cuore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.
Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.
E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore.
Un po' di tempo fa Nancy era senza compagnia
all'ultimo spettacolo con la sua bigiotteria.
Nel palazzo di giustizia suo padre era innocente
nel palazzo del mistero non c'era proprio niente
non c'era quasi niente.
Un po' di tempo fa eravamo distratti
lei portava calze verdi dormiva con tutti.
Ma cosa fai domani non lo chiese mai a nessuno
s'innamorò di tutti noi non proprio di qualcuno
non proprio di qualcuno.
E un po' di tempo fa col telefono rotto
cercò dal terzo piano la sua serenità.
Dicevamo che era libera e nessuno era sincero
non l'avremmo corteggiata mai nel palazzo del mistero
nel palazzo del ministero.
E dove mandi i tuoi pensieri adesso trovi Nancy a fermarli
molti hanno usato il suo corpo molti hanno pettinato i suoi capelli.
E nel vuoto della notte quando hai freddo e sei perduto
È ancora Nancy che ti dice - Amore sono contenta che sei venuto.
Porta Vagnu, la porta di lu munnu,
picciotti a mai finiri hannu chi fari.
Si nna machina passa, si ferma ni lu munnu,
si ioca, scinni scinni rinuledda, nichi e danni tutti n’tunnu…
Ninu arrobba un muluni, pi fari gran festa,
Lillu adduma na testa di crita ‘nto un puttuni.
Ed ogni tantu, quacchi ciuri mori…
Senza aviri fattu dannu si ferma lu cori…
E poi… chi ci amu a fari…
Na vota chi semu no ballu am’ a ballari,
Nascemu chiancennu, chiancennu, Beatu cu mori rirennu,
si rici ci voli curaggiu sapennu che è tuttu un passaggiu…
E ninu linnu linnu, pari chi ghittau a lenza…
Sta passannu na bagnanti chi si mancia la simenza…
Si arricogghi la ghiella, maronna com’è bella…
Ninu ci cogghi un ciuri s’aspetta e si pighia carizzi d’amuri.
E passa na carrozza, tri addevi si c’appizzanu ammucciuni,
Luciu canta a vuci pazza, ni la vita voghiu essiri un Liuni.
E Dinu si’ni và, e si’ni va Caddiddu,
lassaru a Porta Vagnu unni eru sapiddu…
E poi… chi ci amu a fari…
Na vota chi semu no ballu am’ a ballari,
Nascemu chiancennu, chiancennu, Beatu cu mori rirennu,
si rici ci voli curaggiu sapennu che è tuttu un passaggiu<a href="http://www.testimania.com/">Testi Canzoni</a>
E poi… cu lu po’ diri…
Chi tuttu stu beni di Diu avu a finiri…
Nascemu chiancennu, chiancennu, Beatu cu mori rirennu,
si rici ci voli curaggiu sapennu che è tuttu un passaggiu
Ivan Segreto
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musica che sa della terra in cui sono cresciuta, lui, gran artista.
Il test 2008 per Pat è quanto siano funzionali le sue ghiandole surrenali e il suo livello massimo tollerabile dell'adrenalina liberata, ogni giornata con la sua bella scarica, una volta è una crisi d'angoscia, un'altra l'auto non ritrovata la mattina all'alba per andare a lavoro, parcheggiata per benino in luogo certamente esente da veti, mentre fuori piove quasi e ci vogliono due bus per arrivare a guadagnarsi la pagnotta della giornata, ancora bei risvegli con sogni da incubo mentre morti vari si allettano a vivere in te o con viventi intoccabili , talvolta con sms da gelo puro, protocolli da implorare, risposte a diritti formalmente guadagnati vaghe,traballanti e soprattutto difficoltose da ottenere, telefonate stile water usa e scarica, mi chiedo se anche per questo ci sarà una pagella finale...che so una roba stile: Diagnosi: l'epinefrina della paziente supera di 37654 volte il livello massimo del range di normalità (oddio quanto detesto questa parola), ne guadagna il suo metabolismo e la sua linea, sebbene ciò affatichi il cuore, quel che resta. Prognosi: incerta.
Quando sei stanca e i sentimenti fuggono,
Quando lacrime sono nei tuoi occhi,
Io le asciugherò tutte;
Io sono sulla tua sponda.
Quando passi un brutto momento
E amici non hai accanto,
Io sarò per te
Come un ponte sopra acque agitate.
Quando sei triste e assente,
Quando ti trovi a mezza via,
Quando la sera scende cosi' scontenta
Io ti consolerò,
Io sarò dalla tua parte,
Quando viene l'oscurità
E il dolore è tutt'attorno,
Io sarò per te
Come un ponte sopra acque agitate.
Molla le ancore ragazza d'argento,
Naviga al largo.
Il tuo tempo sta iniziando a brillare.
Tutti i tuoi sogni sono in viaggio.
Non vedi come brillano.
Se hai bisogno di un amico
Io per te sto navigando lento.
Come un ponte sopra acque agitate
Cullerò la tua mente.
L'audio non è il massimo, ma le parole sono tra le più belle del mio panorama musicale
...e io ti chiedo perdono se
fratello a volte tu mi hai fatto male
io non potevo essere come te
un mago un angelo immortale
...pace a noi che abbiamo avuto tanto
da smarrir
la luce della semplicità...
...L'amico cadde mentre era in volo sopra un prato
e le sue ali non si aprirono
guida di quei poeti
che un giorno si smarrirono
lui si che mi trattò da uomo
e adesso e' andato...
...pace a te
per quello che mi hai dato
e per tutto cio' che tu
non mi desti mai...
Quando vivere diventa un peso
quando nei sondaggi il tuo parere
non è compreso
quando dire amore diventa sottinteso
quando la mattina davanti al sole
non sei più sorpreso
Difficile vergare di parole intrecci fatti di aliti e sassi.
Abbiamo tutti piedi troppo grandi per le Anime, calpestare è facile come cogliere un bocciolo, sebbene l'intento sia invero differente.
Non è un petto delicato il luogo sacro in cui naufragare, ma quello che, segnato da fili di lame passate, non ha dimenticato, cotone intrecciato usato per rivestire quel pezzo di cuore ammaccato.
Pulsa, batte, inchioda e brilla.
Se ancora traspare il nero del segnato vuol dire che è tempo solo per attendere che il vento sfoglia ancora i suoi petali, restando muti ad annusare l'odore del sole.
“Big mistakes
Biggest hurt
My whole past behind glass
Great divide
Great deceit
The whole past on my mind
Remember the small things
You say: Remember the small things.”
Mio non fidanzato
ci siamo persi l’appuntamento o forse più codardamente abbiamo entrambi dato giorno ed indirizzo errato nella scaramantica speranza di trovare un destino favorevole a farci scontrare come nei film a lieto finale, bugie piccole dette sperando di coprire grandi vuoti di senso, vagando in una doppia scala a spirale in direzione inversa, incontrati in un punto in cui io salivo mentre tu scendevi la scala dei sentimenti, ora vertiginosa, così ci ritroviamo come in partenza, in luoghi ove io sono e tu non sei, un amaro gioco delle parti a recita sfalzata.
Quanto mi manca è piccola scheggia, incistata nel cuore, a perenne memoria di un Essere che c’è, esiste e non si arrende a copie di quel sentire, lo terrò stretto.
Ci tenevo a dirti questo, perché non siamo nuvole che si perdono nell’aria ma persone in carne ossa e sentimenti, anche quando facciamo i duri perché ci siamo sentiti feriti o umiliati o peggio non amati e nascondiamo sogni ed amarezze dietro sorrisi dipinti ad arte tirando le guance in su con le grappette che abbiamo.
Se ci siamo massacrati è perché scorticando parvenze siamo arrivati lì, sotto pelle, scoprendo che abbiamo anche tenerezze e debolezze da carezzare, che talora girano insieme al calore, a volte si gelano nelle mani o nei piedi, non importa se ho dolore a camminare, l’importante è che tu mi sia addosso, il come non ha importanza. E tu non mi sei addosso, non puoi perché sei parte di me, non era nei patti, ma non siamo che kattifi ragassi con molta testa e poca iena.
Ti chiedo perdono per il ruolo negato e per tutte le volte che ho maldestramente toccato ferite e fatto sanguinare i passi, mai c’è stata volontà di nuocere e su questo metterei la mano sul fuoco anche per te senza temere di perderla, novella Scevola, accade che solo le persone che si vogliono bene possano ferirsi, gli altri scivolano come olio.
Uomo che non ho, conosci bene il fatto che la vita non sia una pacchia e mangi pane e solitudine nonostante gli ingombri e le presenze, ogni tanto fai finta di dimenticare l’arte a te così nota dell’infelicità, recita un pianto o un urlo o un vaffanculo di cuore, te lo rammento, amo i fiori di campo, selvaggi, che raccolgono il vento e sorridono al sole anche senza occhi a vederli.
Sono sempre una guerriera e so accettare le mie sconfitte, come nel Kendo, quando l’avversario ti batte, ti inchini e lo ringrazi, perché ti ha insegnato qualcosa.
Io cresco mio non fidanzato e oltre alla capacità vivifica di amare, nonostante sangue secco e fatica incrostata, nonostante sia stata graffiata e morsa, ho scoperto una nuova cosa con te, che ti desidero, ma non ho bisogno di te.
Mi corico con il mio desiderio riuscendo a sorridere al giorno dopo e all’altro ancora che mi vede senza il tuo tocco ed al buio del tuo sguardo e con il silenzio della tua intelligenza.
Mi manchi, mi mancherai fino a quando l’ultimo giro d’orologio sarà sulla mia vita e disaccorto come un uomo non ti sei reso conto che questo mio vivere viene dal fatto che ti rubo un respiro, ogni mattino.
Mezzanotte
Nessun rumore dalla strada
La luna ha perso la memoria?
Sta sorridendo da sola
Illuminata dalla lampada
Le foglie appassite si depositano ai miei piedi
E il vento comincia a mormorare
Ricordo
Tutta sola sotto la luce della luna
Posso sorridere ricordando i giorni passati
La vita era meravigliosa allora
Ricordo le volte che conobbi cos'era la felicità
Lascia che il ricordo viva di nuovo
Ogni lampione sembra indicare lampeggiando
Un avviso fatalista
Qualcuno brontola e i lampioni iniziano a spegnersi
E presto sarà mattino
Alba
Devo aspettare l'aurora
Devo pensare a un nuova vita
E non devo arrendermi
Quando l'alba arriva
Questa notte sarà anche lei un ricordo
E un nuovo giorno comincerà
Bruciati i finali dei giorni pieni di fumo
La fredda aria viziata odora di mattino
Un lampione muore, un'altra notte è finita
Un altro giorno sta nascendo
Stammi vicino
E' così facile lasciarmi
Tutta sola con il ricordo
Dei miei giorni pieni di sole
Se mi starai vicino,
Capirai cosa sia la felicità
Guarda, un nuovo giorno è cominciato...
Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato due stelle che quando le apro
perfetti distinguo il nero dal bianco,
e nell'alto cielo il suo sfondo stellato,
e tra le moltitudini l'uomo che amo.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato l'ascolto che in tutta la sua apertura
cattura notte e giorno grilli e canarini,
martelli turbine latrati burrasche
e la voce tanto tenera di chi sto amando.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il suono e l'abbecedario
con lui le parole che penso e dico,
madre, amico, fratello luce illuminante,
la strada dell'anima di chi sto amando.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato la marcia dei miei piedi stanchi,
con loro andai per città e pozzanghere,
spiagge e deserti, montagne e piani
e la casa tua, la tua strada, il cortile.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il cuore che agita il suo confine
quando guardo il frutto del cervello umano,
quando guardo il bene così lontano dal male,
quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto,
così distinguo gioia e dolore
i due materiali che formano il mio canto
e il canto degli altri che è lo stesso canto
e il canto di tutti che è il mio proprio canto.