Cordialissimo augurio:
Muori.
AntigoneStella || 08:29 ||
mercoledì, 19 marzo 2008
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dedicata ad Anne Sexton
P. Gabriel
Osservando giù sulle vie vuote,
tutte che possa vedere
sono i sogni che tutti hanno fatto il solido
sono i sogni interamente hanno reso reale
tutte le costruzioni, tutti quegli automobili
era una volta giusto un sogno
in qualcuno testa
descrive il vetro rotto, lei descrive il vapore
descrive un'anima
senza la perdita alla giuntura
lascia l'introito la barca fuori
attenda fino a nerezza
eliminiamo la barca
attenda fino a che la nerezza non venga
in nessun posto nei corridoi di verde pallido e di grigio
in nessun posto nella periferia
alla luce fredda del giorno
là in mezzo a esso così vivo e da solo
le parole sostengono come l'osso
sognando che la strada della misericordia
porti la vostra parte interna fuori
sognando della misericordia
in armi del vostro padre ancora
sognando della strada di misericordia.
giurando che ha spostato quel segno
sognando della misericordia
in armi del vostro padre
estraendo le carte dai cassetti che fanno
scorrere liscio
tirando alla nerezza, parola sulla parola
confessione di tutte le cose segrete
nel contenitore caldo di velluto
al priest-lui il medico
può maneggiare le scosse
sognando della tenerezza-trema
nelle anche
di baciare i labbri della Mary
sognando della strada di misericordia.
porti le vostre parti interne fuori
sognando della misericordia
in armi del vostro padre ancora
sognando della st di misericordia
promettendo di spostare quel segno
ricerca della misericordia
in armi del vostro padre
misericordia, misericordia, cerco misericordia
misericordia, misericordia, cerco misericordia
Anne, con il suo padre è fuori nella barca
guida dell'acqua
guidando le onde sul mare
"Non importa chi fosse mio padre; importa ciò che mi ricordo che fosse".
Forse perdonando te, perdono me.
AntigoneStella || 22:56 ||
martedì, 26 febbraio 2008
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Palate di merda come se piovesse, nessun fronte esente, della serie non ci facciamo mancare nulla.
O forse son solo io che ho perduto la mia verve recitativa e il trucco della parvenza.
Non faccio in tempo a smaltirla che eccola lì nuovamente ricolma, latrina fatta di rabbia, impotenza, amarezza ed incapacità.
Oggi, com'è noto, è la festa del papà, e giù tutti a dispensare auguri a tutti i padri del mondo.
Uno lo hai seppellito morto, che a 23 anni ha pensato bene di tirare una corda al cielo e di risparmiarsi i dolori a venire. L'altro lo hai seppellito vivo, una non pronuncia neppure il tuo nome, l'altra l'hai violata.
Auguri certo, che il tuo dispiegarsi al presente possa diventare presto una declinazione imperfetta.
Un paio d'ore a guardare una busta piena di ricordi, centinaia, foto lise, tagliate, mescolate nei decenni. Quella che ero appare in una sola, deve esserti sfuggita, questa figlia non voluta, partorita a forza di cui invano hai cercato di sbarazzarti.
Ho cercato indizi per comprendere, anche da morta sai far male.
Mi chiedi, mi chiedi sempre, "cosa ha detto", "cosa vi siete detti", infine te lo racconto, senza alcun filtro, una frase dura, tagliente, senza appello e il tuo silenzio a specchio lo è stato mille ed ancora mille volte di più.
Un "non ti amo" sarebbe stato carezzevole a confronto.
Tu, lemure, che finalmente scopri il velo di maya, e dai parole ad un dubbio da tutti presunto, da nessuno mai esplicitato, che il mio cognome sia uno sbaglio.
Può essere, anche se lo fosse, oggi ,cambierebbe ben poco.
Infine anche te, con cui parte di giovinezza ho condiviso, mi chiami per cercare soluzioni immediate e magiche con cui sbarazzarsi di immondizia accumulata nei decenni, chè sta sfrattando la tua aplombe.
Spiacente non sono attrezzata, faccio fatica a buttare già la mia di spazzatura.
Da ultimo me, che intorno ai miei errori giro da tempo scavando un solco così fondo che mi seppellirà.
Il passato non posso cambiarlo, è che io non sono capace di creare futuro.
AntigoneStella || 21:12 ||
lunedì, 19 marzo 2007
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Quanto mi è stato tolto,
dovevo arrivare ad avere i capelli di un bucaneve per capirlo.
Gioie, preoccupazioni, affetti che sento sempre per interposta persona,
attraverso lastre opache e fredde.
Tangente schizzata via mentre il mondo orbita attorno a nuclei affettivi fondanti.
Parole base, piene, tonde, solide, per me solo lettere in fila.
AntigoneStella || 22:24 ||
mercoledì, 21 giugno 2006
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Vi guardo, siete così belli insieme, tenerezza infinita. Una cosa che non so, non ho voluto conoscere, non ho avuto il coraggio di sapere. Una ferita nonostante tutto. Nonostante la convinzione e la saggezza delle scelte. La fatica di portarla, il desiderio di riprovarci, il sapere che mi paralizzerebbe la paura. La cosa, forse l'unica, che mi terrorizza davvero, fino ad ogni cellula di pelle. Specializzata in complicazioni, non riesco a vivere le cose semplici.
Insegnami, io ci devo parlare con questo inesploso, ma vivo desidero. Prendimi per mano, o in braccio, come si fa con i bimbi ed insegnami.
AntigoneStella || 21:47 ||
domenica, 29 gennaio 2006
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