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7.03.2001.
Chi ha paura della morte
si offenda.
La morte è una riviera musicale,
il seno curvo della donna amata.
Non c'è spazio
tra l'uomo e la sua morte
soltanto il batticuore di un nemico
che ride al suo passaggio.
Massimo arghhhhhhhhh !!! Mi hai fatto commuovere...
...grazie.
La poesia è musa infida e benedetta,
scrive emozioni con inchiostro invisibile su pelle vibrante
e poi, in un momento a caso, te la ritrovi scolpita a fuoco
dentro mille pensieri che si fanno passione.
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Son Diana folle, invitta cacciatrice,
e chi pensa di me ch'io tema il freddo
ha una folle paura della vita.
Ho un desco puro senza sentimento
pane azzimo al posto del calore:
tutti mi hanno adorato e dopo spenta,
spenta con chiare e duttili calunnie
sopra le dita, e io che le ho sentite
cercavo nella tragica mia vela
qualche tragica pietà per la mia morte.
Donna ribelle, donna forse maga,
avrei voluto farti incantamento di amore vero senza più ritorno.
Alda Merini
Ma egli ruppe la scorza del dolore
in pezzi e ne distese alte le mani
come per trattenere il dio fuggente.
Anni chiedeva, solo un anno ancora
di giovinezza, mesi, pochi giorni.
ah, non giorni, ma notti, una soltanto,
solo una notte, questa notte. questa.
Il dio negava. Gridò allora Admeto,
gridò vani richiami a lui, gridò,
come gridò sua madre al nascimento.
Rainer Maria Rilke
Quando tu sarai vecchia grigia e sonnolenta
Col capo tentennante accanto al fuoco, prenditi questo libro,
E lentamente leggilo, e sogna del tenero sguardo
Che gli occhi tuoi ebbero un tempo, e delle loro ombre.
Profonde; quanti furono ad amare i tuoi attimi
Di grazia felice, e quanti amarono, con falso o vero amore,
La tua bellezza; ma uno solo amò l'anima peregrina
Che era in te, e il dolore del tuo volto che muta.
Curva di fronte ai ceppi risplendenti mormora,
Con lieve tristezza, come Amore fuggì, come percorse
Passando, i monti che ci stanno alti sul capo, E nascose il suo viso fra un nuvolo di stelle.
William Butler Yeats
Mi piace il tuo corpo
quando è col mio corpo.
E’ una cosa tanto nuova
muscoli meglio
e nervi di più.
Mi piace il tuo corpo
mi piace quel che fa
e il come.
Mi piace sentir la sua spina dorsale
le sue ossa
e il tremolante liscio-sodo
che bacerò
ancora ancora e ancora.
Di te mi piace baciare questo e quello
mi piace lentamente accarezzare
il folto elettrico pelo
e forse mi piace il brivido
di sotto me te
così nuova.
Edward Estlin Cummings
Nell'attesa misuro l'esistenza
ed è come fossi nata,
aspettando.
I miei binari stanchi
muoiono nel sole tiepido dei tuoi occhi
e rinascono nelle carezza di un abbraccio.
Fai attenzione quando m'abbracci.
Ho sempre un chiodo conficcato nel cuore.
E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti, fino a farne una stucchevole estranea.
Costantino Kavafis
Ci sono momenti che marchiano fuoco su carne
e non si quietano mai.
Momenti fatti di immagini in successione,
come pellicola impazzita, tempo non dritto.
Ricordi che sono icone o monumenti eterni come sfingi.
Una volta ancora, in un momento senza motivo, hai marchiato la mia vita,
in un’istante ed in un luogo con corpi senza confine, mi sono perso
in occhi che hanno regalato liquide perle calde e vellutate,
cadute con raffinata precisione, scese sulla mia guancia e
poi ancora più dentro scavando, non so se erano tristi o felici,
non ne sminuisce il valore, so solo che quando
l’ultimo giro d’orologio sarà sulla mia vita, il solo ricordo
sarà un senso per cui è valso averla vissuta.
Pochi fan questa via; non perché il buio
li spaventi, ma solamente vengono
qui riluttanti perché hanno paura
di trovare, infittendosi la tenebra,
ciò che si son lasciati dietro a casa,
a succhiarsi le guance al focolare,
quella paralizzante Indecisione
dalla cui testa danzante si sono
precipitosamente dileguati,
solo per ritornare ad incontrarla,
afferrando con la fredda mano
al polso dell'Azzardo, per cadere con lui,
compagno della vecchia e nuova sorte.
Edna St. Vincent Millay
La tua mano meravigliosa P. invece era calda e forte, nonostante tremasse con la mia voce, leggiadro specchio di una realtà rivoltata sotto diverse luci, diverse le vite, i vissuti, i tempi, gli odori, stessa l'Intensità, ma quella non è continua, è discreta, salta come gli elettroni,
o sta lì o là, o c'è o non c'è.
In te io che l'ho sentita, ieri ho avuto il dono di sfiorarla, re-incontrando la mia.
Grazie tenera e forte P. compagna di viaggio.
Opaco.
Racchiudi lasciando
solo intravedere,
mai toccare.
Deformi.
Ogni segno
fuori contraltare
senza sfiorare.
Bozzolo.
Vetro infrangibile
tra me
e mondo.
Ti romperai.
Io con te.
perché no semplicemente la deprecata
occasione della
effusione verbale?
non è meglio abortire che essere sterili?
le ore dopo la tua partenza sono così plumbee
cominciano sempre troppo presto a trascinare
i rampini a artigliare ciecamente il letto della mancanza
svellendo le ossa i vecchi amori
orbite già riempite di occhi come i tuoi
tutto sempre è meglio troppo presto che mai
il nero bisogno spruzzato sulle loro facce
di nuovo dicendo nove giorni mai fecero galleggiare l'amato
né nove mesi
né nove vite
II.
di nuovo dicendo
se non mi insegni non imparerò
di nuovo dicendo anche per le ultime
volte c'è un'ultima volta
ultime volte di mendicare
ultime volte di amare
di sapere di non sapere di fingere
un'ultima anche per le ultime volte di dire
se non mi ami non sarò amato
se non ti amo non amerò
il battiburro di parole stantie di nuovo nel cuore
amore amore amore tonfo del vecchio pistone
che pesta l'inalterabile
siero di parole
di nuovo atterrito
di non amare
di amare e non te
di essere amato e non da te
di sapere di non sapere di fingere
fingere
io e tutti gli altri che ti ameranno
se ti amano
III.
a meno che ti amino
Samuel Beckett
A volte sembra che le parole ti cerchino, appostate ed infingarde,
pronte a dare l'ennesimo colpo di stiletto dritto al cuore.
Ancora più subdole però affondano quanto basta per far sanguinare senza svenare.
Per far camminare con questa scia di paura invisibile,
che però si annusa bene tanto è maleodorante.
Stasera metto Fem*me
" L'irritabile vento dell'inverno non potrà gelare
il rude sole del tropico non potrà mai disseccare le rose,
nel giardino di rose che è nostro ed è nostro soltanto.
Ma questa dedica è scritta affinché altri la leggano:
sono parole private che io ti dedico in pubblico "
Necessario imparare a perdere.
Faticoso, pesante, soprattutto dolorosissimo. Maggiormente difficile è farlo con dignità.
E rammentare i pesi e le piume, senza perdere un solo refolo.
"Ti saluto, o mia sconfitta,
te e la vittoria amo ugualmente;
sul fondo del mio orgoglio - è l'umiltà,
e la gioia, e il dolore - tutti in uno.
Sulle acque chete, nella placidità
di una chiara sera - vaga ancora una nebbia;
nell'ultima crudezza è immensa tenerezza,
e nel Divino vero - un Divino inganno.
Amo la mia disperazione smisurata,
a noi - la gioia dell'ultima goccia è data.
E soltanto una cosa io qui so con certezza:
bisogna ogni calice berlo - fino al fondo."
Mani che non reggono il tempo
e sogni parcheggiati in cantina,
serve calma e compostezza per declinare il Tempo,
inesorabile fratello,
unico a reggermi la mano.
Accompagno il sole a riposare
mentre falcio chimere lunatiche,
ché Domani è parola
mentre concimo Speranza
e tocco non sfiora.
Ci sono due uomini nel mondo, che
costantemente m'incrociano la strada,
l'uno è colui che io amo
l'altro è colui che mi ama.
L'uno è un sogno notturno
e abita nella mia mente buia
l'altro sta alla porta del mio cuore,
e io mai gli apro.
L'uno mi ha dato un primaverile soffio
di felicità che subito dispariva.....
L'altro mi ha dato tutta la sua vita
e non è stato mai ripagato di un'ora.
L'uno freme al canto del sangue,
dove l'amore è puro e libero,
l'altro ha a che fare con il triste giorno,
in cui affogano i sogni.
Ogni donna si trova tra questi due,
innamorata e amata pura...
Una volta ogni cent'anni può succedere
che essi si fondano in uno.
Non so se è amor che hai, o amor che fingi,
quello che mi dai. Dammelo. Così mi basta.
Giacché per tempo giovane, non sono,
che lo sia almeno per errore.
Poco gli dei ci danno, e il poco è falso.
Però, se ce lo danno, sebbene falso, l'offerta è vera. Accetto.
Chiudo gli occhi: è sufficiente.
Cosa voglio di più?
L'inizio della fine di quell'amore
effettivamente spaventoso
con il rimpianto di ogni ora.
E poi è venuta l'ora che è venuta dopo, incomprensibile,
uscita dal fondo del tempo.
Ora orribile.
Superba ed orribile.
Sono riuscita a non uccidermi soltanto all'idea della sua morte.
Della sua morte e della sua vita.