poesia | Bordeggiando...

Ciao Alda

 

 

 
 

 

 
Chi ha paura della morte
si offenda.
La morte è una riviera musicale,
il seno curvo della donna amata.
Non c'è spazio
tra l'uomo e la sua morte
soltanto il batticuore di un nemico
che ride al suo passaggio.
 

Alda Merini


AntigoneStella || 23:50 || domenica, 01 novembre 2009
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Parole dense

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è solo terra che comincia

dove non arrivano i piedi

sei più giovane di qualche mai

e io ho due ore di te

per pensare l'altrimenti

 

Alessandro Assiri

AntigoneStella || 22:15 || venerdì, 04 settembre 2009
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Poesia, carne e battiti


  Massimo  arghhhhhhhhh  !!! Mi hai fatto commuovere...
...grazie.


La poesia è musa infida e benedetta,
scrive emozioni con inchiostro invisibile su pelle vibrante
e poi, in un momento a caso, te la ritrovi scolpita a fuoco
dentro mille pensieri che si fanno passione.

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Son Diana folle, invitta cacciatrice,
e chi pensa di me ch'io tema il freddo
ha una folle paura della vita.
Ho un desco puro senza sentimento
pane azzimo al posto del calore:
tutti mi hanno adorato e dopo spenta,
spenta con chiare e duttili calunnie
sopra le dita, e io che le ho sentite
cercavo nella tragica mia vela
qualche tragica pietà per la mia morte.
Donna ribelle, donna forse maga,
avrei voluto farti incantamento
di amore vero senza più ritorno.
 


Alda Merini




Ma egli ruppe la scorza del dolore
in pezzi e ne distese alte le mani
come per trattenere il dio fuggente.
Anni chiedeva, solo un anno ancora
di giovinezza, mesi, pochi giorni.
ah, non giorni, ma notti, una soltanto,
solo una notte, questa notte. questa.
Il dio negava. Gridò allora Admeto,
gridò vani richiami a lui, gridò,
come gridò sua madre al nascimento.



Rainer Maria Rilke





Quando tu sarai vecchia grigia e sonnolenta
Col capo tentennante accanto al fuoco, prenditi questo libro,
E lentamente leggilo, e sogna del tenero sguardo
Che gli occhi tuoi ebbero un tempo, e delle loro ombre.

Profonde; quanti furono ad amare i tuoi attimi
Di grazia felice, e quanti amarono, con falso o vero amore,
La tua bellezza; ma uno solo amò l'anima peregrina
Che era in te, e il dolore del tuo volto che muta.

Curva di fronte ai ceppi risplendenti mormora,
Con lieve tristezza, come Amore fuggì, come percorse
Passando, i monti che ci stanno alti sul capo,

E nascose il suo viso fra un nuvolo di stelle.


William Butler Yeats





Mi piace il tuo corpo
quando è col mio corpo.
E’ una cosa tanto nuova
muscoli meglio

e nervi di più.

Mi piace il tuo corpo
mi piace quel che fa
e il come.
Mi piace sentir la sua spina dorsale
le sue ossa
e il tremolante liscio-sodo
che bacerò
ancora ancora e ancora.

 Di te mi piace baciare questo e quello
mi piace lentamente accarezzare
il folto elettrico pelo
e forse mi piace il brivido
di sotto me te

così nuova.



Edward Estlin Cummings




Nell'attesa misuro l'esistenza
ed è come fossi nata,
aspettando.

I miei binari stanchi
muoiono nel sole tiepido dei tuoi occhi
e rinascono nelle carezza di un abbraccio.

Fai attenzione quando m'abbracci.
Ho sempre un chiodo conficcato nel cuore.


  Beatrice




E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,

fino a farne una stucchevole estranea.



Costantino Kavafis





Ci sono momenti che marchiano fuoco su carne
 e non si quietano mai.
Momenti fatti di immagini in successione,
 come pellicola impazzita, tempo non dritto.
Ricordi che sono icone o monumenti eterni come sfingi.
Una volta ancora, in un momento senza motivo,  hai marchiato la mia vita,
in un’istante ed in un luogo con corpi senza confine, mi sono perso
in occhi che  hanno regalato liquide perle calde e vellutate,
cadute con raffinata precisione,  scese sulla mia guancia e
poi ancora più dentro scavando, non so se erano tristi o felici,
non ne sminuisce il valore, so solo che quando
l’ultimo giro d’orologio sarà sulla mia vita, il solo ricordo
sarà un senso per cui è valso averla  vissuta.



  Riccardo




Al collo un filo di esili grani,
celo le mani nel largo manicotto,
gli occhi guardano distratti
e non piangeranno mai più.

Sembra il volto più pallido
per la seta che tende al lilla,
arriva quasi alle sopracciglia
la mia frangetta non ondulata.

E non somiglia ad un volo
questa lenta andatura, quasi avessi
sotto i piedi una zattera
e non i quadretti del parquet.

La bocca bianca è socchiusa,
ineguale il respiro affannato,
e sul mio petto tremano i fiori
dell'incontro che non c'è stato.



Anna Andreevna Achmatova



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Incatenatevi volontariamente...


1- Scrivere il nome di almeno cinque poeti di ogni tempo e luogo dei quali si è innamorati.

2- Citare alcuni versi significativi di almeno uno dei poeti elencati.

3- In aggiunta o in alternativa al punto 2 citare un proprio componimento poetico, o anche soltanto alcuni versi di esso

4- Per i veri patiti dell'arte poetica, sarebbe gradito un componimento, anche brevissimo, appositamente creato e pubblicato.

5- Infine incatenare altri bloggers raccomandando il rispetto di queste semplici regole.


AntigoneStella || 13:17 || mercoledì, 09 luglio 2008
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Compagna di viaggio



Pochi fan questa via; non perché il buio
li spaventi, ma solamente vengono
qui riluttanti perché hanno paura
di trovare, infittendosi la tenebra,
ciò che si son lasciati dietro a casa,
a succhiarsi le guance al focolare,
quella paralizzante Indecisione
dalla cui testa danzante si sono
precipitosamente dileguati,
solo per ritornare ad incontrarla,
afferrando con la fredda mano
al polso dell'Azzardo, per cadere con lui,
compagno della vecchia e nuova sorte.

Edna St. Vincent Millay



La tua mano meravigliosa P. invece era calda e forte, nonostante tremasse con la mia voce, leggiadro specchio di una realtà rivoltata sotto diverse luci, diverse le vite, i vissuti, i tempi, gli odori, stessa l'Intensità, ma quella non è continua, è discreta, salta come gli elettroni,
o sta lì o là, o c'è o non c'è.
In te io che l'ho sentita, ieri ho avuto il dono di sfiorarla, re-incontrando la mia.
Grazie tenera e forte P. compagna di viaggio.


AntigoneStella || 18:04 || lunedì, 07 aprile 2008
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Bozzolo

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Opaco.
Racchiudi lasciando
solo intravedere,
mai toccare.
Deformi.
Ogni segno
fuori contraltare
senza sfiorare.
Bozzolo.
Vetro infrangibile
tra me
e mondo.
Ti romperai.
Io con te.


AntigoneStella || 18:56 || domenica, 16 marzo 2008
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Baci esbaci

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S. mi ha fatto cercare tale Lamaque, a me ignota. Leggo.

Una signora voleva tanto dargli dei baci

non dico tanti, anche solo sette otto

(mila). Invece era proibito perciò non glieli dava.

Se però non fosse stato proibito glieli avrebbe dati tutti

dal primo all'ultimo.

A cosa servono i baci se non si danno?

 

A sapere che esistono. Non è poco.


AntigoneStella || 20:39 || lunedì, 10 marzo 2008
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Oggi, me

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Non avessi mai visto il sole

avrei sopportato l'ombra

ma la luce ha aggiunto al mio deserto

una desolazione inaudita.

                                Emily Dickinson



Oggi, me.

AntigoneStella || 18:38 || domenica, 10 febbraio 2008
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Cascando



I.

perché no semplicemente la deprecata
occasione della
effusione verbale?

non è meglio abortire che essere sterili?
le ore dopo la tua partenza sono così plumbee
cominciano sempre troppo presto a trascinare
i rampini a artigliare ciecamente il letto della mancanza
svellendo le ossa i vecchi amori
orbite già riempite di occhi come i tuoi
tutto sempre è meglio troppo presto che mai
il nero bisogno spruzzato sulle loro facce
di nuovo dicendo nove giorni mai fecero galleggiare l'amato
né nove mesi
né nove vite

II.

di nuovo dicendo
se non mi insegni non imparerò
di nuovo dicendo anche per le ultime
volte c'è un'ultima volta
ultime volte di mendicare
ultime volte di amare
di sapere di non sapere di fingere
un'ultima anche per le ultime volte di dire
se non mi ami non sarò amato
se non ti amo non amerò
il battiburro di parole stantie di nuovo nel cuore
amore amore amore tonfo del vecchio pistone
che pesta l'inalterabile
siero di parole

di nuovo atterrito
di non amare
di amare e non te
di essere amato e non da te
di sapere di non sapere di fingere
fingere

io e tutti gli altri che ti ameranno
se ti amano

III.

a meno che ti amino


                                                                Samuel Beckett


A volte sembra che le parole ti cerchino, appostate ed infingarde,
pronte a dare l'ennesimo colpo di stiletto dritto al cuore.
Ancora più subdole però affondano quanto basta per far sanguinare senza svenare.
Per far camminare con questa scia di paura invisibile,
che però si annusa bene tanto è maleodorante.
Stasera metto Fem*me


AntigoneStella || 16:17 || giovedì, 07 febbraio 2008
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Nella categoria : poesia - Permalink


Plumbee  e cupe parole

affondano dove
piccolo germoglio infiorito osa

Morso ancora stringe
ché selvaggio dentro
vorrebbe imbrigliare
laddove in specchio esso trasmuta

Foglia è meta
per vagare senza dover circostanziare
potendo sostare o sognare

AntigoneStella || 20:14 || lunedì, 14 gennaio 2008
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Avrò un gorgo nel cuore
edera sui polsi
ballando sulle punte
volterò l'ultimo angolo
il viso sarà sfumato
e solo si udirà
il sussurro di un fiato.
AntigoneStella || 12:54 || venerdì, 04 gennaio 2008
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Incastonare

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Tra un nulla ed un vuoto

si crepa la vita
fulminee zaffate d'aria
rapide nell'apparire e disparire
lascian ventate d'Amore
da incastonare

AntigoneStella || 17:03 || lunedì, 08 ottobre 2007
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Carezza


"
L'irritabile vento dell'inverno non potrà gelare
il rude sole del tropico non potrà mai disseccare le rose,
nel giardino di rose che è nostro ed è nostro soltanto.

Ma questa dedica è scritta affinché altri la leggano:
sono parole private che io ti dedico in pubblico "

T. Eliot



Una carezza sulla tua guancia
AntigoneStella || 19:49 || venerdì, 28 settembre 2007
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Senza fiato

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Seduta su una  Nuvola
annodo fili di vento
trecce che son legàmi
lievi come neve.

Eolo sonnecchia e ammicca
fingendo inosservanza
colora man mano
di rosso il filo.

E son Penelope ed Arianna,
Diana ed Afrodite
e tutte le mie me
restan qui lievi.

Su di una  Nuvola
di nome indicibile
ti narrerò senza fiato.

AntigoneStella || 21:44 || domenica, 23 settembre 2007
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Perdere


Necessario imparare a perdere.

Faticoso, pesante, soprattutto dolorosissimo. Maggiormente difficile è farlo con dignità.
E rammentare i pesi e le piume, senza perdere un solo refolo.



"Ti saluto, o mia sconfitta,
te e la vittoria amo ugualmente;
sul fondo del mio orgoglio - è l'umiltà,
e la gioia, e il dolore - tutti in uno.

Sulle acque chete, nella placidità
di una chiara sera - vaga ancora una nebbia;
nell'ultima crudezza è immensa tenerezza,
e nel Divino vero - un Divino inganno.

Amo la mia disperazione smisurata,
a noi - la gioia dell'ultima goccia è data.
E soltanto una cosa io qui so con certezza:
bisogna ogni calice berlo - fino al fondo."


Zinaida Gippius




mosaici di Sara Finato




Alla tua.
AntigoneStella || 20:28 || domenica, 23 settembre 2007
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Mani che non reggono il tempo
 e sogni parcheggiati in cantina,

serve calma e compostezza per declinare il Tempo,
 inesorabile fratello,
unico a reggermi la mano.

Accompagno il sole a riposare
mentre falcio chimere lunatiche,
ché Domani è parola
mentre concimo Speranza
e tocco non sfiora.
AntigoneStella || 21:31 || giovedì, 30 agosto 2007
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Ci sono due uomini nel mondo, che
costantemente m'incrociano la strada,
l'uno è colui che io amo
l'altro è colui che mi ama.

L'uno è un sogno notturno
e abita nella mia mente buia
l'altro sta alla porta del mio cuore,
e io mai gli apro.

L'uno mi ha dato un primaverile soffio
di felicità che subito dispariva.....
L'altro mi ha dato tutta la sua vita
e non è stato mai ripagato di un'ora.

L'uno freme al canto del sangue,
dove l'amore è puro e libero,
l'altro ha a che fare con il triste giorno,
in cui affogano i sogni.

Ogni donna si trova tra questi due,
innamorata e amata pura...
Una volta ogni cent'anni può succedere
che essi si fondano in uno.

Tove Irma Margit Ditlevsen

AntigoneStella || 20:16 || giovedì, 30 agosto 2007
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Non so se è amor che hai, o amor che fingi,
quello che mi dai. Dammelo. Così mi basta.
Giacché per tempo giovane, non sono,
che lo sia almeno per errore.
Poco gli dei ci danno, e il poco è falso.
Però, se ce lo danno, sebbene falso, l'offerta è vera. Accetto.
Chiudo gli occhi: è sufficiente.
Cosa voglio di più?

F. Pessoa

poco, pochissimo, un battito di ciglia appena...

AntigoneStella || 12:57 || mercoledì, 29 agosto 2007
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Nella categoria : poesia, parole altrui, rammentare - Permalink
La lettura di quanto segue, parole peraltro non  mie, è adatta ad un pubblico aperto.

Si può fare,  forse.



In culo oggi no
mi fa male

E poi vorrei prima chiacchierare un po' con te
perché ho stima del tuo intelletto

Si può supporre
che sia sufficiente
per chiavare in direzione della stratosfera.

Jana Cernà (Honza)  21.12.1948
AntigoneStella || 15:02 || domenica, 19 agosto 2007
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Raccolgo tra le dita tutta la polvere
 del tempo passato
accumulatasi per inerzia
 sopra spazi di cuore

il Vero resta nascosto
negli interstizi del non detto
del non fatto, del sottaciuto

ci poserò gli occhi per riposare
finalmente, riposare.
AntigoneStella || 21:18 || mercoledì, 15 agosto 2007
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Nella categoria : poesia, parole altrui, nuvola - Permalink

L'inizio della fine di quell'amore

effettivamente spaventoso
con il rimpianto di ogni ora.
E poi è venuta l'ora che è venuta dopo, incomprensibile,
uscita dal fondo del tempo.
Ora orribile.
Superba ed orribile.
Sono riuscita a non uccidermi soltanto all'idea  della sua morte.
Della sua morte e della sua vita.

M. Duras


edit: corretta così come scritta dall'autrice
AntigoneStella || 23:17 || lunedì, 23 luglio 2007
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